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Scritto da Simone Pestelli   
Lunedì 06 Marzo 2006 23:42

Interessante attività che aiuta a capire come "sviluppare una capacità di amare che va oltre il tornaconto personale".

Tratta dall'Itinerario missionario di catechesi per giovani e adolescenti delle Pontificie Opere Missionarie (2005/2006).

… In tutto il mondo.

 Obiettivo: sviluppare una capacità d’amare che va oltre il tornaconto personale. 

1. Aquila o pollo?

Che cos’è l’amore?L’amore, quello vero, non è mai egoismo, e non è ricerca di sé attraverso l’altro. L’amore per sua natura non è possessivo, ma ablativo cioè altruistico, disinteressato. Ridurre l’amore a una ricerca di piacere o a un interesse personale vuoi dire paralizzarlo, ucciderlo.L’amore vero è molto, molto di più che ottenere! Tuttavia occorre tutta una vita per scoprire l’amore vero, per imparare ad amare gli altri e a ricevere amore dagli altri, È un percorso difficile ma necessario: è il percorso che ogni essere umano è chiamato a fare. L’adolescenza è il periodo in cui molti sperimentano per la prima volta l’amore per una ragazza o un ragazzo. Si tratta di esperienze forti che possono essere bellissime o difficili perché in questa fase della vita si sperimenta una vera e propria esplosione di emozioni e sensazioni nuove. In ogni caso si tratta di esperienze preziose che aiutano a crescere, se non le si vive con superficialità.È tipico, infatti, che lui e lei tendono a isolarsi, a diventare esclusivi l’uno per l’altro. Bisogna stare attenti a non fare del rapporto di coppia un rifugio, una situazione comoda in cui ci si dimentica delle responsabilità. Nella gioia dell’innamoramento ci si può chiudere al resto del mondo e trascurare altri ambiti della vita.Per crescere come individui e come coppia è utile vivere esperienze e trovare interessi comuni, discutere, confrontarsi, lavorare con gli altri. La fatica e la gioia di vivere in gruppo, l’impegno politico e civile nella scuola e nell’ambiente di lavoro, il contatto con i problemi delle persone emarginate, il gusto di scoprire aspetti nuovi della natura, della cultura ecc. sono gli ingredienti per vivere l’adolescenza, e l’eventuale relazione d’amore, in tutta la loro pienezza.È sempre importante sforzarsi di essere persone capaci di vivere amicizie vere, aperte, prima di preoccuparsi di avere a tutti costi “qualcuno”. È proprio questo saper “stare in piedi da solo” che poi da la garanzia di camminare bene insieme a un’altra persona. L’amore immaturo dice: “Da solo non so camminare. Devo appoggiarmi a te. Ho bisogno di te: per questo ti amo”. L’amore maturo, al contrario, è quello che afferma: “Ho imparato a camminare da solo. Posso affiancarmi a te. Ti amo: per questo ho bisogno di te”. Il bene dell’altroQual è il bene dell’altro? È ben difficile saperlo con certezza a 14,15 anni, quando neanche noi siamo sicuri di quello che siamo e di ciò che desideriamo. Questo bene, poi, diciamo di volerlo: cioè di impegnarci per costruirlo anche quando ci sono delle difficoltà. Viene il sospetto che forse si confonda il “ti voglio bene” con “io sto bene con te”: innamorarsi è facile (dura un momento e ti sembra perfetto), amare è difficile (dura una vita e scopri che c’è sempre qualcosa da perfezionare).“Amore è soprattutto dare e non ricevere. Che cosa significa dare? Il malinteso più comune è che dare significhi cedere qualcosa, essere privati, sacrificare. La persona il cui carattere non si è sviluppato oltre la fase ricettiva ed esplorativa sente l’atto di dare come un impoverimento. Per la persona attiva dare ha un senso completamente diverso: dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare da più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo”.Ma la realtà più sorprendente è che questo “dare” crea nell’altro una risposta; trasforma l’altro, a sua volta, in una persona capace di provare la gioia del dare! “Che cosa da una persona a un’altra? Da se stessa, ciò che possiede di più prezioso, da una parte della sua vita... Non da per ricevere; dare è in se stesso una gioia squisita. (Erich Fromm, L’arte di amare). 

La voce di kikka: “INNAMORARSI”
Innamorarsi e poi...distruggere tutto e innamorarsi ancora...sempre della stessa persona. Ieri è stata una giornata fantastica se non fosse che le amiche spesso si rivelano un pò ... ma dopo quand’è comunque troppo tardi ci ripensano e kiedono scusa e vabbè.... In ogni caso mi piacerebbe tanto poter entrare nella testa di una persona e vedere cosa c’è dentro e poi fargli capire che io come se non bastasse aver già sbagliato una volta mi sono di nuovo innamorata di lui... Eh sì manco a farlo apposta vero??? Siccome kesono una grande masochista io... Non mi basta farmi male una volta...No No almeno due!! Allora...le cose son due... O questo qua se l’ha capito ce ne mette un pò di suo....o mi devo mettere sotto il suo balcone a suonargli la serenata...oppure altra alternativa...dovrei farlo ingelosire... Mah! Kikka 

2. Una bussola per non perdersi

“Le persone che Dio chiama non presentano sempre qualità eccezionali.[...] Hanno però tratti comuni. Si sono lasciati affascinare da Dio e dalla sua parola. Non senza fatica, si sono aperti alla ricerca e all’ascolto di Dio.” (CdG/1 pag. 246)

  • Davanti alla chiamata di Dio mi nascondo dietro i miei limiti, le mie insicurezze e le mie paure per evitare di trovare una risposta alle domande che questa Chiamata pone alla mia vita?
  • Quando penso al mio futuro considero solo le strade che possono soddisfare i miei bisogni egoistici oppure sono aperto anche a quei sentieri di Amore che Dio mi invita a percorrere per il bene mio e dei fratelli?
  • Quali sono, secondo te, i sentieri che Dio ti invita a percorrere nella tua vita?

3. Diario di bordo

UNA FAMIGLIA MISSIONARIA“II Signore è il mio pastore non manco di nulla” (Salmo 23). Questo è l’incoraggiamento che ci accompagna nella missione. Io mi chiamo Mauro (32 anni) insieme a moglie Monica (31) ed i nostri figli Paolo (6), Luca (5), Sara (1) siamo una famiglia missionaria a Chishan, un piccolo paese nell’isola di Taiwan in Cina.Un aiuto fondamentale alla scoperta della nostra vocazione è arrivato non solo dalla costante vicinanza ai sacramenti all’interno della nostra parrocchia, ma anche dall’aver partecipato alle diverse Giornate Mondiali della Gioventù, dove ogni volta la Parola di Dio, attraverso la persona del Papa Giovanni Paolo II, ci ha incoraggiati a fidarci del Signore prima nel matrimonio e poi nel dare disponibilità all’evangelizzazione. A Taiwan siamo una famiglia in appoggio ad un seminario diocesano missionario, nel quale vengono formati sacerdoti destinati poi a tutta la Cina. Nonostante le difficoltà incontrate, come la lingua, il cibo ed il caldo, siamo contentissimi della missione, anche per la gioia e la serenità che traspare dai nostri figli. Loro si sono ambientati molto meglio di noi, ed in breve tempo hanno attirato a casa come anche in parrocchia un gran numero di bambini cinesi. Il nostro principale proposito adesso è quello di trasmettere l’amore di Gesù Cristo attraverso un modello di famiglia come quello della “Sacra Famiglia di Nazareth” che viva in umiltà, semplicità e lode, in un paese quasi completamente ateo dove il concetto di famiglia non esiste.Siamo certi di non essere noi a portare avanti la missione, ma Dio stesso. Sperimentiamo ogni giorno che lavorare nella “sua vigna” da’ vero senso alla nostra vita nella gioia di donarsi agli altri. Mauro e Monica 

4. Prove di volo

Lo Spirito Santo è il protagonista della missione e noi possiamo scegliere di essere suoi strumenti. Ecco il vero significato della Pentecoste, lasciarsi condurre dallo Spirito di Dio ad annunciare Gesù in ogni parte del mondo.In questo periodo, perché non cominciare proprio dal nostro ambiente? perché non provare ad essere annunciatori di speranza tra i giovani non hanno ancora accolto la Buona Novella nella loro vita? Le proposte:1. Si potrebbe organizzare un pomeriggio diverso in parrocchia o in un ambiente adatto: preparando bene l’ambiente..... alcuni canti e giochi, una mostra interessante o delle attività coinvolgenti da presentare perché chi entra possa incontrare Gesù....2. In gruppo e accompagnati dagli educatori si può andare nelle piazze dove si incontrano i ragazzi o lungo le vie del centro, per invitare altri ragazzi al “pomeriggio diverso” e con questa scusa parlare di Gesù. 

Per riflettere...

 Stai con me

Stai con me, e io inizierò a risplenderecome tu risplendi,a risplendere fino ad essere luce per gli altri.La luce, o Gesù, verrà tutta da te: nulla sarà merito mio.Sarai tu a risplendere,attraverso di me, sugli altri.Fa’ che io ti lodi cosìnel modo che tu più gradisci,risplendendo sopra tutti coloroche sono intorno a me.Da luce a loro e da luce a me;illumina loro insieme a me, attraverso di me.Insegnami a diffondere la tua lode,la tua verità, la tua volontà.Fa’ che io ti annunci non con le parolema con l’esempio,con quella forza attraente,quella influenza solidaleche proviene da ciò che faccio,con la mia visibile somiglianzà ai tuoi santi,e con la chiara pienezza dell’amoreche il mio cuore mitre per te.(John Henry Newman) “L’amore è la fondamentale e nativa vocazione d’ogni essere umano” (Giovanni Paolo II) 

Ti ho scelto

Come posso ringraziare Dio se offre da mangiare e da bere solo a me ed il mio vicino ha fame e sete? come posso dire allora “Grazie Signore del cibo”? Figlio mio, non ti do da mangiare e da bere perché tu solo possa saziarti ed essere contento. Ti do il cibo perché tu lo divida col tuo vicino che ha fame. Saziato da te, riconoscerà il mio affetto e mi ringrazierà. E devo lodare dio se veste solo il mio corpo e da una casa solo alla mia famiglia mentre il mio vicino è nudo e dorme sulla strada? come posso dire allora: “Sia lodata la tua bontà o Dìo”? Figlio mio, non ti do vestiti e casa perché tu viva nel benessere e diventi orgoglioso per questo. Te li do perché il tuo vicino che ha freddo sia protetto dalla tua veste e perché la tua casa sia rifugio per quelli che sono nella miseria. Quando, attraverso te, sentiranno la mia bontà, mi loderanno. Devo glorificare Dio se da salute e libertà solo a me mentre i miei vicini sono malati e oppressi? Devo allora dire: “Sia lodata la pietà del Signore”? Figlio mio, non ti do la salute e la libertà perché tu te ne serva solo a tuo vantaggio personale, ma piuttosto perché tu ti metta al servizio degli altri, specialmente degli ultimi, cercando di alleviare le loro sofferenze e di aiutarli a recuperare la loro dignità, se farai così, si sentiranno amati da me e anche loro mi ameranno. Dovrei ringraziare il Signore perché ha scelto solo me mentre milioni di uomini vivono nell’oscurità? Dovrei allora dire: “Ti ringrazio signore perché sono uno dei tuoi eletti”? Figlio mio, non ti ho scelto perché tu ti senta tranquillo e sicuro per sempre, ma ti ho scelto perché tu sia mio collaboratore. Quando darai testimonianza del mio amore al tuo prossimo si accorgeranno della mia presenza, la loro oscurità diventerà luce e, insieme a te, mi ringrazieranno, mi loderanno e mi serviranno...come figli miei!

Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Marzo 2006 17:51
 
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