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Giovani


Riflessione sul film "The Breakfast Club" PDF Stampa E-mail
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Scritto da Matteo Mazzoni   
Mercoledì 26 Marzo 2008 19:49
Caro Signor Vernon,
accettiamo di restare chiusi a scuola, sacrificando il nostro Sabato, qualunque sia stato l'errore che abbiamo commesso. Quello che abbiamo fatto era sicuramente sbagliato. Ma pensiamo che lei sia proprio pazzo a farci scrivere un tema nel quale dobbiamo dirle cosa pensiamo di essere. Che cosa gliene importa? Tanto lei ci vede come vuole, usando il linguaggio più semplice e la definizione più comoda. Lei ci vede come UN CERVELLO, UN ATLETA, UNA SCHIZZATA, UNA PRINCIPESSA e UN CRIMINALE. Giusto? E proprio così ci siamo visti stamattina. Ci hanno fatto il lavaggio del cervello.


The Breakfast Club

È sabato 24 marzo 1984. Cinque adolescenti (tre ragazzi Andy, Brian e John e due ragazze Allison e Claire), allievi di varie classi di una scuola superiore di Chicago, lo passeranno, per punizioni a vario titolo, nella biblioteca dell'edificio. Il preside, Richard Vernon, che a tratti dovrà sorvegliarli (e sopportarne le esuberanze), assegna loro un tema ("Chi sono io?"). Le lunghe ore consentono ai giovani di conoscersi e di parlarsi: dopo le prime battute, le punzecchiature ed i primi inevitabili urti, tutti e cinque, lungi dallo svolgere il compito stabilito, cominciano ad esporre e confrontare i rispettivi problemi di vita.


Nome Descrizione Motivo della Punizione
Claire Standish La Principessa: una ragazza ricca e viziata
Ha saltato la scuola per andare a fare shopping
Andrew Clark L'Atleta: un giocatore di Rugby
Ha messo lo scotch nelle mutande di un ragazzo
Brian Johnson Il Cervello: un secchione
Ha portato a scuola una lanciarazzi, con l'intento di siucidarsi, ma invece ha solo danneggiato gli arredi di un'aula
John Bender Il Ribelle: un casinista sfrontato
Ha fatto scattare l'allarme Antincendio. Sicuramente avrà combinato anche qualcos'altro...
Allison Reynolds La Reclusa: una ragazza disadattata, con la mania di rubare oggetti Non aveva niente di meglio da fare
(a detta di lei)

Ripensa ai protagonisti del film, ai loro caratteri e ai loro limiti, poi cerca analogie con la tua persona.

Per ciascun personaggio cerca di descrivere pregi e difetti. Poi descrivi brevemente i tuoi.

Personaggio Pregi Difetti
Andy

 
Brian

 
John

 
Claire

 
Allison

 
Me


 

  • Quale dei personaggi ti somiglia di più?
  • Quali sono i tuoi sogni?

Durante il film emergono alcune problematiche dei protagonisti, oppure vengono discussi alcuni atteggiamenti. Tu come ti saresti comportato / cosa ne pensi?

Discussione Valore in gioco / Argomento
Il mio pensiero

"Tu non sei nessuno"


Avere uno scopo nella vita
 

"Domani saremo ancora amici?"


Amicizia - Accettazione
 

"Tu sei una che stuzzica"


Amore e sesso
La paura del giudizio degli altri

 

"L'ho fatto per il mio vecchio"


Le aspettative degli altri
 

"Per loro è come se io non esistessi"


Ascolto
 

"Perchè sei così gentile con me?"
"Perchè me lo lasci fare"


Il dono di sè
 



   




Caro Signor Vernon,
accettiamo di restare chiusi a scuola, sacrificando il nostro Sabato, qualunque sia stato l'errore che abbiamo commesso. Quello che abbiamo fatto era sicuramente sbagliato. Ma pensiamo che lei sia proprio pazzo a farci scrivere un tema nel quale dobbiamo dirle cosa pensiamo di essere. Che cosa gliene importa? Tanto lei ci vede come vuole, usando il linguaggio più semplice e la definizione più comoda.
Ma quel che abbiamo scoperto è che ognuno di noi è UN CERVELLO, UN ATLETA, UNA SCHIZZATA, UNA PRINCIPESSA e UN CRIMINALE. Credo che lei sarà felice di tutto questo. Distinti Saluti. Il Breakfast Club.

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Gennaio 2009 12:51
 
Cristianesimo ed Etica Sociale PDF Stampa E-mail
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Scritto da Matteo Mazzoni   
Mercoledì 16 Gennaio 2008 11:21

pride.jpgTESTI DI RIFERIMENTO

  • Lc 16, 19-31: “Perfino i cani venivano a leccargli le piaghe”

  • “È necessario, perciò, adoperarsi per costruire stili di vita, nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti. In proposito, non posso ricordare solo il dovere della carità, cioè il dovere di sovvenire col proprio «superfluo» e, talvolta, anche col proprio «necessario» per dare ciò che è indispensabile alla vita del povero.

    ( GIOVANNI PAOLO II , Centesimus annus, 36 )

  • STILI DI VITA Lc16, 19-31

L’immagine con cui si apre la parabola di Lazzaro e del ricco Epulone è purtroppo una perfetta descrizione del mondo in cui viviamo: da una parte i popoli dell’abbondanza, il 20% dell’umanità che dispone dell’80% delle risorse del pianeta; dall’altra la smisurata moltitudine di poveri, senza nome e senza volto,che non hanno di che soddisfare le più elementari esigenze vitali. Su una popolazione mondiale di 6,5 miliardi di persone, più della metà vive nei Paesi « a basso reddito», soltanto 900 milioni vivono nei Paesi «ad alto reddito», e il resto nei Paesi «a medio reddito ». 1,3 miliardi di persone «vivono» con meno di 1 dollaro al giorno e 3 miliardi con meno di 2 dollari al giorno.

Queste intollerabili sperequazioni all’interno della famiglia umana interpellano ogni uomo e con particolare intensità ogni credente, spingendo alla ricerca delle cause soprattutto di azioni capaci di porvi rimedio. Non si tratta soltanto della «convenienza» di ridurre queste distanze, ma di un imperativo etico che vede nelle ferite alla dignità di tanti uomini e donne una lesione alla dignità della vita nel suo complesso. Di fronte a tale imperativo, è inevitabile un richiamo alla corresponsabilità di tutti: la responsabilità di ogni uomo a comportamenti coerenti con questo dettato, e la responsabilità di promuovere relazioni sociali, economiche e politiche che salvaguardino la dignità della vita umana e contribuiscano a realizzare un umanesimo plenario e planetario.

( Ufficio Nazionale CEI per i problemi sociali e il lavoro, Etica, sviluppo e finanza. Per i 40 anni dell’enciclica Populorum progressio, 2006, Introduzione )


SPUNTI PER LA CONDIVISIONE


Ecco alcune provocazioni utili al confronto di gruppo:

  • Consideri la responsabilità come un impegno naturale?

  • E’ proprio necessario che un cristianesimo più responsabile e attivo richieda che ognuno si faccia carico delle propria parte di responsabilità?

  • Che rapporto c’è tra responsabilità e missione?

  • Vivi nella tua dimensione di famiglia un impegno responsabile con il prossimo?

  • Quanto è importante lo stile di vita che conduciamo per la credibilità della nostra testimonianza?

  • Cosa si può fare concretamente per acquisire uno stile di vita più essenziale?

  • Sei mai stato coinvolto in un progetto per iniziative di solidarietà?

  • A scuola hai mai proposto o aderito a iniziative per il prossimo? E queste hanno aumentato il tuo senso di responsabilità?


IMPEGNO DI GRUPPO

Essere responsabili vuol dire, quindi, sentire il dovere di testimoniare Cristo con la nostra vita. Per fare questo è necessario anche riconsiderare la struttura dei propri consumi e decidere quali di essi sono compatibili con un modello economico più giusto e rispettoso dell'uomo e dell'ambiente. Per questo, proponiamo una serie di suggerimenti, tra i quali scegliere i più interessanti o quelli di più immediata e possibile attuazione:

  • Dare massima attenzione a ciò che si acquista, preferendo prodotti locali, di stagione e provenienti da agricoltura biologica.

  • Favorire la produzione casalinga di pane, pasta, dolci, yogurt, ecc.

  • Bere acqua di rubinetto al posto di quella minerale in bottiglia di plastica.
  • Operare scelte ecologiche di investimento strutturale: per il risparmio energetico usare lampadine ad alta efficienza, ridurre la temperatura di casa in inverno, usare le fonti energetiche rinnovabili ( pannelli solari e/o fotovoltaici ).

  • Per i neonati, fare uso di pannolini di cotone riutilizzabili, in alternativa agli inquinanti pannolini usa e getta.

  • Inserire nel bilancio la voce "spese per i poveri": diffondere la cultura della gratuità.

  • Ridurre l'uso dell'automobile utilizzando i mezzi pubblici. Su tragitti brevi andare a piedi o in bicicletta.

  • Scegliere, per le vacanze, di approfondire la conoscenza del lavoro delle missioni nel mondo, anche con viaggi in cosiddetti… Paesi di missione.

  • Liberare il tempo dal dominio della televisione, per valorizzare i rapporti umani e i momenti conviviali ( famiglia, parenti, amici... ).

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Gennaio 2009 12:35
 
I gruppi Missionari PDF Stampa E-mail
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Scritto da Matteo Mazzoni   
Martedì 04 Dicembre 2007 19:27
Missionari d'africa http://www.missionaridafrica.org

Il fondatore, Carlo Marziale Allemand Lavigerie nasce il 31 ottobre 1825 a Bayonne, Francia.
Nell'ottobre 1868, Lavigerie apre il primo noviziato della Societ� dei Missionari d'Africa, con alcuni chierici del seminario diocesano di Algeri che si erano offerti per l"apostolato in mezzo ai musulmani". Vengono chiamati Padri Bianchi per via della lunga tunica bianca (gandura) che diventer� il loro abito ufficiale, con il mantello bianco leggermente adattato (burnus), tipico elemento dell'abbigliamento maschile nell'Africa del Nord
Nel 1869 fonda la Congregazione delle Suore Missionarie di Nostra Signora d'Africa, dette Suore Bianche, per essere "donne apostole tra le donne".
�Le donne devono essere i pi� efficaci missionari di questo popolo...Malgrado lo zelo dei missionari, i loro sforzi non produrranno frutti sufficienti se non aiutati da donne apostoli...�
L'evangelizzazione dell'Africa e il dialogo con l'islam sono la ragion d'essere di questa congregazione.
Questi due aspetti sono vissuti all'insegna del motto: Farsi tutto a tutti

�Voi avete incominciato per dare tutto:
quelli che amate allontanandovi da loro,
la lingua materna, il vestito,
il cibo, tutte le abitudini del passato cambiandole
nella lingua, vestito, cibo e abitudini
di coloro a cui voi portate la luce�.


L'impronta che il cardinale volle inculcare nei suoi missionari � riassunta nelle parole di San Paolo: �Mi son fatto tutto a tutti per salvarne ad ogni costo qualcuno�, un metodo apostolico di valorizzazione delle culture dei vari popoli, di solidariet� e di costante adattamento ispirato dalla carit� apostolica, da lui definita "l'arma vincente che penetra i cuori".

Missionari cappuccini http://www.missioni.org

Lungo la strada, i Cappuccini sono quelle persone dalla barba lunga e incolta che indossano il caratteristico saio marrone chiaro, con ampio cappuccio alle spalle e generoso cordone in cintola.
Per la Chiesa, i Cappuccini sono un Ordine religioso che si richiama alla Regola di San Francesco: essi derivano la loro origine da una riforma nata dal ramo dell'Osservanza.
I Cappuccini operano da oltre 450 anni, avendo ottenuto la bolla di approvazione "Religionis Zelus" nel 1528 da papa Clemente VII. Per i cristiani, i Cappuccini sono frati: "La regola e la vita dei frati � questa, cio� vivere in obbedienza, in castit� e senza nulla di proprio e seguire la dottrina e l'esempio del Signore nostro Ges� Cristo" (Regola non bollata di San Francesco del 1221).
Per i pi� poveri e bisognosi, i Cappuccini sono il loro prossimo: i frati sono concretamente vicini a queste persone riconoscendo che in loro si incarna la figura di Cristo e trasformano la donazione completa e gratuita in un mezzo privilegiato per la diffusione della pace e dell'amore tra gli esseri umani.
Per tutti, i Cappuccini sono testimonianza di intraprendente accoglienza e laboriosa generosit�, dove anche il poco che viene raccolto diventa molto: "E si faceva tant'olio, che ogni povero veniva a prenderne, secondo il suo bisogno; perch� noi siamo come il mare, che riceve acqua da tutte le parti e la torna a distribuire a tutti i fiumi" (Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, cap.III).

Nel Capitolo del 1217 viene presa la decisione di andare a predicare la Parola di Dio in tutta Europa e con le crociate Francesco stesso si spinge in Oriente animato solo della forza del Vangelo. La Costituzione dei Cappuccini afferma che i frati missionari - secondo il pensiero di San Francesco- possono vivere spiritualmente fra i non cristiani in due modi: dando testimonianza della vita evangelica con grande fiducia e carit�, sottomessi a tutti per amore di Dio; oppure annunziando apertamente ai non credenti la parola di salvezza perch� con il battesimo siano incorporati alla Chiesa.
La Provincia dei Frati Minori Cappuccini di Lombardia conta attualmente 99 missionari presenti in varie nazioni dei diversi continenti: Brasile, Costa d'Avorio, Camerun, Eritrea, Etiopia e Tailandia - e se 58 sono italiani, ben 41 sono originari di quei Paesi. Oggi in tutte le Missioni esistono conventi, centri di formazione alla vita religiosa, parrocchie, scuole, strutture sociali, ospedali, lebbrosari, centri di accoglienza, cooperative di lavoro ecc.

Missionari Comboniani http://www.comboni.org

Evangelizzatori di giustizia e pace
L'Istituto dei Missionari Comboniani � esclusivamente missionario e si dedica all'Evangelizzazione dei popoli. Le caratteristiche di questo servizio missionario si racchiudono nelle seguenti quattro dimensioni: "ad gentes", "ad pauperes", "ad extra" e "ad vitam".
Le caratteristiche di questo servizio missionario si racchiudono nelle seguenti quattro dimensioni: essi sono missionari "ad gentes": perch� si dirigono a quei popoli, ambienti e situazioni non ancora o non sufficientemente evangelizzati. Sono missionari "ad pauperes": perch� danno preferenza ai pi� poveri e abbandonati nella fede e nella dimensione sociale. Sono missionari "ad extra": perch� sono uomini di Dio in esodo, che oltrepassano frontiere personali, familiari, geografiche, culturali, sociali e religiose. Sono missionari "ad vitam": perch� si consacrano a Dio per la missione, per tutta la loro vita.
Poco prima di morire, la sera del 10 ottobre 1881, Mons. Daniele Comboni, prendendo la mano di don Giovanni Dichtl, gli chiede: "giura che sarai fedele alla tua vocazione missionaria". Comboni � certo che l'opera della Rigenerazione della Nigrizia, voluta da Dio, potendo contare su uomini e donne generosi e decisi, non morir�; per questo aggiunge: "io muoio, ma la mia opera non morir�".
Alcuni anni prima, precisamente il 15 settembre del 1864, Comboni, inginocchiato presso la tomba di San Pietro, concepisce un Piano per la Rigenerazione di tutta l'Africa. Il Piano, approvato e sostenuto dal papa Pio IX, salva la Missione dell'Africa Centrale, che riceve un nuovo impulso e l'appoggio di numerose organizzazioni cattoliche. Il Piano, tuttavia, non potr� realizzarsi se vengono a mancare gli operai; per questo Comboni inizia, a Verona, l'Istituto delle Missioni Africane, che accoglie sacerdoti e laici disposti a dare la propria vita, perch� anche l'Africa, la "perla nera", possa risplendere insieme a quelle degli altri Continenti, nella veste della Chiesa.
Nel 1885, quattro anni dopo la morte di Comboni, l'Istituto diventa una Congregazione Religiosa, dando inizio cos� a quel cammino dinamico e fecondo dei Missionari Comboniani che, fedeli all'ispirazione iniziale, la rendono efficace lungo la storia, adattandola alla luce dei segni dei tempi, degli appelli della Chiesa e delle situazioni missionarie di Nigrizia.

Promotori di una cultura di Giustizia e Pace
Fin dagli inizi del nostro istituto, molti comboniani si sono dedicati ad alleviare le sofferenze di poveri, ammalati, emarginati e rifugiati, e alla promozione umana nei campi dello sviluppo sociale, della scuola, della salute, della formazione di leader, ecc. Tutto ci� � positivo. Oggi tuttavia questo impegno non � pi� sufficiente. Dobbiamo identificare ed analizzare le cause che sono alla radice del sistema di oppressione strutturatle in campo economico, politico, sociale, culturale e religioso. Tacere di fronte alle ingiustizie significa schierarsi con l'oppressore e porsi contro gli oppressi. (Atti Capitolari 1997 n.107)
In un mondo sempre pi� lacerato dalla guerra e dall'ingiustizia, dominato da un tipo di globalizzazione che esclude i poveri e militarizza l'economia, facendo valere la prepotenza del pi� forte, i Missionari Comboniani confermano il loro impegno preferenziale per i pi� poveri e schiavizzati della terra, secondo l'esempio di Mons. Daniele Comboni.
Nel rapporto del Vicariato Apostolico, scritto nel 1870, Mons. Comboni, parlando delle razzie negriere a caccia di schiavi, afferma: " quando questi disgraziati (negrieri) infierivano contro i poveri Neri in mille maniere, i Missionari avevano protetto l'innocenza e la giustizia", e pi� avanti aggiunge: "I Neri avevano distinto bene tra i Missionari e gli altri Bianchi, perch� vedevano che la Missione, al posto di uccidere i poveri Neri, rubare i loro figli, i loro bambini e le loro mucche, asciugava sempre le loro lacrime, curava i malati e faceva loro imparare la moralit�, la giustizia e la strada del cielo" (S 2088). Ecco perch� l'impegno per la Giustizia e Pace e Integrit� del Creato nel mondo, per i Missionari Comboniani, � uno degli aspetti determinanti nel compito dell'Evangelizzazione. Il Vangelo di Ges�, annunciato e testimoniato, smaschera le astuzie e i piani dei ricchi e dei potenti, vince le resistenze alla vita fraterna e valorizza la dignit� della persona umana, fatta a immagine di Dio. I Comboniani nella promozione della Giustizia e Pace si propongono di essere segni e strumenti di comunione e di riconciliazione, ben sapendo che il loro ministero pu� scatenare le ire dei potenti e dei superbi, le persecuzioni, le minacce e a volte il martirio.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Dicembre 2007 16:17
 
La gestione efficace del tempo PDF Stampa E-mail
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ScarsoOttimo 
Scritto da Anonimo - Internet   
Giovedì 20 Aprile 2006 23:11

Un divertente aneddoto che può essere molto utile per la riflessione personale e per stimolare la condivisione sui "valori centrali" della propria vita...

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Gennaio 2009 12:37
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Rimanere nell'amore fraterno PDF Stampa E-mail
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Scritto da Simone Pestelli   
Lunedì 27 Marzo 2006 21:56

Attività per riflettere sull'amore di Dio basata su Gv 15,17-19.

Brano di commento esegetico per la preparazione degli animatori e foglio con brano evangelico e domende per i ragazzi.

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Giugno 2006 12:23
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Bene per me bene per l'altro PDF Stampa E-mail
Scritto da Simone Pestelli   
Mercoledì 15 Marzo 2006 17:56

Attività accesoria alla scheda: "In tutto il mondo" per far ragionare i ragazzi su quello che significa voler "bene per davvero".

Attraverso una breve storia vengono provocati i ragazzi ad esprimere quello che è il bene per se stessi e il bene per l'altro. Cercando di evitare il fraintendimento che sorge dall'identificare il "bene dell'altro" con ciò che lui desidera e "il bene per se stessi" semplicemente con il proprio interesse personale.

L'attività prevede 4 storie per lavorare all'interno del gruppo in quattro sottogruppi.

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Aprile 2006 01:14
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