Il senso della liturgia domestica

La Parola di Dio risuona nella nostra quotidianità segnata dalle limitazioni che il diffondersi del coronavirus comporta, ma anche dalle possibilità
di crescere insieme nella scoperta di modi nuovi di essere comunità cristiana. Ogni famiglia, ognuno di noi (magari viviamo soli o non possiamo condividere con altri familiari la preghiera e l’esperienza di fede), vive questo momento nel contesto della sua casa, ma non siamo isolati: siamo partecipi della stessa comunità, anche se non possiamo riunirci in un’unica assemblea.
Unica è la parola che ascoltiamo, unico il Credo e il Padre nostro che recitiamo.
Unico lo Spirito che ci dona la comunione, nonostante le distanze.
Ma vogliamo significare questo essere compartecipi di una stessa vita comunitaria in un modo concreto: condividendo la sintesi delle nostre riflessioni anche con gli altri, in modo tale che sia possibile comporre domenica sera una “lettera del popolo di Dio”, che tutti riceveremo.
Non possiamo celebrare l’eucaristia, ma stiamo sperimentando una forma nuova di preghiera comunitaria, che si radica sul nostro sacerdozio battesimale e ci rimanda all’esperienza dei primi cristiani che si trovavano nelle case. Il cristianesimo nasce nella forma di “chiese domestiche”.

Qui di seguito i sussidi per la celebrazione domenicale domestica preparati per voi: