Messa
24ª Domenica T.O. 2026 Anno A
Ricordati di mettere il cellulare in modalità silenziosa.
Canto
Atto penitenziale
Se non abbiamo cercato la sapienza di Dio, se non ci siamo messi in ascolto della sua parola, per noi e per la chiesa:
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Se non abbiamo rispettato il fratello, se siamo stati di ostacolo e di scandalo perché ci proclamiamo cristiani ma non agiamo secondo il tuo amore, per noi e per la chiesa:
Cristo, accoglici nella tua misericordia!
Se non siamo stati disposti al perdono, se in noi ha preso il sopravvento la rabbia o l’orgoglio, se non siamo stati capaci di riconoscerci bisognosi di perdono, per noi e per la chiesa:
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Gloria
Gloria a Dio nell’alto dei cieli
e pace in terra agli uomini amati dal Signore.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa,
Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre,
tu che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo,
accogli la nostra supplica;
tu che siedi alla destra del Padre,
abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo,
tu solo il Signore,
tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo,
con lo Spirito Santo,
nella gloria di Dio Padre. Amen.
Colletta
Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.
O Dio, che ami la giustizia e ci avvolgi di perdono, crea in noi un cuore puro a immagine del tuo Figlio, un cuore più grande di ogni offesa, più luminoso di ogni ombra, per ricordare al mondo il tuo amore senza misura. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura Sir 27,33-28,9
Dal libro del Siràcide
Rancore e ira sono cose orribili,
e il peccatore le porta dentro.
Chi si vendica subirà la vendetta del Signore,
il quale tiene sempre presenti i suoi peccati.
Perdona l’offesa al tuo prossimo
e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Un uomo che resta in collera verso un altro uomo,
come può chiedere la guarigione al Signore?
Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile,
come può supplicare per i propri peccati?
Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore,
come può ottenere il perdono di Dio?
Chi espierà per i suoi peccati?
Ricòrdati della fine e smetti di odiare,
della dissoluzione e della morte e resta fedele
ai comandamenti.
Ricorda i precetti e non odiare il prossimo,
l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 102 (103)
Il Signore è buono e grande nell’amore.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.
Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Il Signore è buono e grande nell’amore.
Seconda Lettura Rm 14,7-9
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore.
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo
Alleluia, alleluia.
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. (Gv 13, 34)
Alleluia, alleluia.
VANGELO Mt 18,21-35
Dal Vangelo secondo Matteo
Gloria a te, o Signore.
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.
La professione di fede
Credo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, (si china il capo) e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
La nostra preghiera di oggi
Invochiamo con fede il Signore in questo giorno in cui ci invita al perdono.
Donaci il tuo Spirito di misericordia!
- Noi siamo peccatori, Signore: manifesta a noi la tua misericordia e la tua compassione
– e conosceremo il tuo perdono, fonte di guarigione e di vita nuova. - Noi nutriamo sentimenti di inimicizia e di vendetta: estirpa dal nostro cuore il pensiero malvagio della collera
– e saremo artefici di gesti e parole di riconciliazione. - Noi fatichiamo a perdonare chi ci fa del male: portaci a riconoscere le nostre cadute e le nostre colpe
– e il tuo perdono per noi diventerà nostro perdono ai fratelli. - Noi siamo spesso indifferenti di fronte alle ingiustizie: converti il nostro cuore,
– e avrà fine la spirale di violenza e di odio, il clima d’indifferenza e di inimicizia tra le persone e i popoli. - Da questa settimana sono riaperte le scuole: ricordati, Signore, dei genitori, degli insegnanti, dei professori
– e di coloro che hanno una responsabilità educativa nella scuola perché con sapienza e pazienza siano maestri di vita. - Dio di compassione, tu perdoni le colpe: accogli accanto a te Graziella, Giovanni, Franca, Vincenzo e tutte le nostre sorelle e i nostri fratelli defunti,
– mostrati pieno di misericordia per noi esseri umani.
(Intenzioni personali formulate nel silenzio)
(Il prete conclude accompagnato da tutti): Ti ringraziamo, Dio di misericordia, per il perdono che instancabilmente concedi a noi peccatori. Sia benedetto tuo Figlio Gesù Cristo, che ci dona la sua inesauribile capacità di perdonare. Egli è Dio e vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Canto all’offertorio
Prefazio
È giusto renderti grazie, Padre misericordioso,
perché in Gesù tuo Figlio
hai spezzato la logica della vendetta
e hai aperto per noi la via del perdono.
Quando il nostro cuore conta le offese ricevute
e pensa di porre un limite alla misericordia,
tu ci ricordi che il tuo amore
non conosce né misura né confini.
Tu hai compassione di tutti
e ci liberi da un debito che non potremmo mai ripagare.
In un mondo dove l’offesa genera altra offesa
e l’odio alimenta guerra e violenza,
tu ci affidi la forza disarmante del perdono
che non attende che l’altro lo meriti,
ma interrompe la spirale della violenza
e apre la speranza di una vita nuova.
Quando, morendo sulla croce,
Gesù ha pregato per i suoi uccisori,
ci ha mostrato che il male non può avere l’ultima parola.
Per questo, insieme a tutte le donne e gli uomini
che nel mondo scelgono la pace,
uniti all’assemblea celeste
cantiamo la tua gloria.
Santo
Santo, santo, santo il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell’alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli.
Scambio della Pace
Agnello di Dio
Antifona alla comunione
Prima di ricevere il Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola. Diciamo insieme:
Il Padre mio non perdonerà a voi, se non perdonerete al vostro fratello. (Mt 18,35)
Comunione
Canto finale
Per la preghiera a casa
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: le parabole della misericordia (Lc 15); i salmi di penitenza (Sal 6; 31; 37; 50; 101; 122; 142); l’esigenza del perdono (Mt 6,9-15; Col 3,5-17).
Le letture di Domenica prossima, XXV del tempo ordinario – anno A
Isaia 55,6-9: Salmo 144; Filippesi 1,20-24.27; Matteo 20,1-16
Un perdono incondizionato e unilaterale
Il vangelo di questa domenica affronta un tema particolarmente impegnativo: il perdono. Siamo ancora all’interno del capitolo 18 di Matteo, dedicato ai rapporti interni alla comunità cristiana. Tutto parte in questo caso da una domanda di Pietro: come mi devo comportare se un mio fratello pecca contro di me? Un mio fratello, cioè un membro della mia comunità, una persona con la quale vivo a stretto contatto e che considero a me vicina, legata da vincoli di affetto e di fede. Ora, questo fratello mi ha gravemente offeso (si ripensi al vangelo proposto la scorsa domenica). Pietro, dopo tanti mesi passati insieme a Gesù, pensa di dire uno sproposito: devo perdonarlo almeno sette volte? Sarebbe già tanto… a nessuno di noi, infatti, riesce di perdonare sette volte di fila una persona per lo stesso tipo di colpa nei nostri confronti.
Gesù sorprende Pietro con una risposta solo in apparenza paradossale: non ti dico di perdonare sette volte, ma settanta volte sette. Per capire questo gioco di numeri occorre buona memoria biblica; Pietro certamente l’aveva, forse noi un po’ meno. Nel capitolo quarto della Genesi leggiamo il celebre episodio di Caino e Abele; dopo l’omicidio di Abele, Dio protegge Caino affermando di voler punire sette volte chi oserà cercare di ucciderlo. Pietro ha in mente questo episodio: se Dio protegge Caino («sette volte»), anche io – pensa Pietro – dovrò perdonare sette volte mio fratello. Subito dopo, però, nello stesso capitolo quarto della Genesi, si legge che uno dei discendenti di Caino, Lamec, afferma di volersi vendicare addirittura settantasette volte per ogni piccola offesa da lui subita. Con la discendenza di Caino è entrata nel mondo la violenza, la vendetta, l’odio senza fine. Per ogni piccolo torto, per ogni piccola offesa, ecco una ritorsione pari a settantasette volte il danno che a ragione o più spesso a torto credo di aver patito. Si tratta di un tema di estrema attualità: si pensi a ciò che lo stato di Israele sta continuando a operare contro gli abitanti di Gaza.
Gesù, con la sua risposta, spezza questa spirale di odio e di violenza. Il perdono non ha per lui alcun limite: un perdono offerto per settanta volte sette; come dire, un perdono infinito, illimitato. Ma… Resta pur sempre un «ma» nei nostri cuori. Se chi è stato perdonato poi non si pente? Se non se lo merita? Noi ragioniamo in realtà con una logica che è senza dubbio più vicina alla vendetta di Lamec che al perdono cristiano. Ed ecco allora la parabola dei due servi raccontata da Gesù. Il primo è debitore al suo padrone di una cifra enorme, diecimila talenti, il bilancio di un anno di un piccolo stato, una somma impossibile da restituire per una singola persona. Tutto però viene condonato dal re, senza condizioni. Il perdono non è tale se non è gratuito, incondizionato, unilaterale: il re, scrive Matteo, «ebbe compassione» di quel servo e gli condonò tutto il debito.
Ma ecco l’imprevisto. Uscendo, quel servo appena perdonato trova un suo compagno che gli è debitore di una cifra esigua. Cento denari, ovvero tre mesi di stipendio di un operaio agricolo. Con violenza e senza alcuna pietà lo fa gettare in prigione, suscitando così l’amarezza dei suoi stessi amici. La parabola dimostra che il perdono ricevuto non cambia necessariamente il cuore di chi è stato perdonato. E che il vero peccato diviene in questo caso il rifiuto di perdonare all’altro, come si comprende dalla reazione sdegnata del re (cioè di Dio) nei confronti del servo malvagio.
La parabola illustra molto bene una frase del Padre Nostro: «Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori». Quell’«anche» non è un’aggiunta banale; Gesù intende ricordarci che il perdono ricevuto è strettamente legato al perdono che noi siamo invitati a dare al fratello o alla sorella, come il versetto finale del vangelo di oggi ci ricorda; perdono dato «di cuore» e perdono ricevuto formano così una cosa sola.
Al cuore del vangelo di oggi, tuttavia, resta l’invito a un perdono incondizionato e unilaterale, l’unica realtà che può spezzare il circolo tragico dell’odio e della vendetta. La cronaca di ogni giorno è piena di gesti di violenza, spesso inaudita, generata da una cultura dell’odio che vede nell’altro un nemico da combattere o più tragicamente un ostacolo da eliminare. Il perdono è del resto il gesto finale di Gesù crocifisso: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno» (Lc,23,34). Un perdono che non elimina l’esigenza naturale della giustizia umana; costituisce tuttavia un atto asimmetrico: si perdona non perché l’altro se lo meriti o perché si è sicuri che l’altro si converta e divenga così migliore; il perdono non è infatti una garanzia di successo come la parabola dei due servi dimostra. È un atto d’amore del tutto gratuito e incondizionato. Ma è appunto questo amore che costituisce la vera rivoluzione portata dal vangelo, una rivoluzione che probabilmente siamo ancora lontani dall’aver imparato a vivere e a testimoniare.
Luca Mazzinghi
EVENTI IN PROGRAMMA
Avvisi della settimana
Settimana dal 13 al 20 settembre
ORARIO DELLE MESSE. Festivo: 8:00 – 10:30 – 19:00 seguita da una cena comunitaria. Feriale: 9:00. Sabato: 9:00 in cappellina e 18:00 in chiesa.
SECONDA DOMENICA DEL MESE. Questo fine settimana c’è la consueta raccolta per i lavori. Nel mese di agosto sono stati raccolti € 480,84. Grazie RACCOLTA DI GENERI ALIMENTARI. Il prossimo fine settimana alle Messe verrà fatta la raccolta in favore delle famiglie in stato di necessità. La Caritas questo mese ha chiesto in particolare LATTE, OLIO EVO e TONNO.
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CHI PUÒ E VUOLE AIUTARE ECONOMICAMENTE LA PARROCCHIA può farlo anche attraverso bonifici sul nostro conto corrente, donazioni sul nostro conto PayPal o attraverso l’app Satispay. Le indicazioni sono sul nostro sito: www.madredellegrazie.it/sostieni-la-parrocchia. 5 X MILLE. La Parrocchia ha costituito il ramo ETS per gestire le sue attività sociali e comunitarie. Sostienile anche con l’8Xmille alla Chiesa cattolica e il 5Xmille alla parrocchia. Firma nella dichiarazione dei redditi e indica il Codice fiscale della parrocchia:94020310481
Le firme lo scorso anno sono state 65 per un contributo di 2.513,40. Grazie.


