SANTI PIETRO E PAOLO – VIGILIA – ANNO C
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Canto
Atto penitenziale
Tu che sei la Parola e il volto di Dio hai fatto dei tuoi testimoni i servi della tua parola: perdonaci per tutte le volte che soffochiamo il vangelo con le nostre contraddizioni e gli scandali.
Signore, mostraci la tua benevolenza!
Tu che sei stato inviato dal Padre sulla terra hai inviato discepoli ai confini del mondo: perdonaci se lo spirito missionario è soffocato dai nostri egoismi.
Signore, mostraci la tua benevolenza!
Tu che sei venuto ad annunciare ai poveri la buona notizia hai mandato poveri uomini ad annunciare il tuo vangelo: perdonaci se il servizio e l’amore ai piccoli è soffocato dalla logica del potere e della carriera.
Signore, mostraci la tua benevolenza!
Gloria
Colletta
Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.
Signore Dio nostro, che nella predicazione dei santi apostoli Pietro e Paolo hai dato alla Chiesa le primizie della fede cristiana, per loro intercessione vieni in nostro aiuto e guidaci nel cammino della salvezza eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Introduzione alla Liturgia della Parola
Prendendo spunto dal prefazio diciamo che oggi celebriamo i due santi apostoli per antonomasia:
Pietro, che per primo confessò la fede nel Cristo, il pescatore di Galilea che costituì la Chiesa delle origini con i giusti d’Israele;
Paolo, il maestro e dottore che illuminò le profondità del mistero e annunciò la salvezza a tutte le genti.
In modi diversi e complementari hanno radunato l’unica famiglia di Cristo e condividono la stessa corona di gloria.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura At 3,1-10
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio.
Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un’elemosina.
Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa. Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!». Lo prese per la mano destra e lo sollevò.
Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.
Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta Bella del tempio, e furono ricolmi di meraviglia e stupore per quello che gli era accaduto.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 18 (19)
Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio.
I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia.
Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio.
Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio.
Seconda Lettura Gal 1,11-20
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, vi dichiaro che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri.
Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.
In seguito, tre anni dopo, salii a Gerusalemme per andare a conoscere Cefa e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore. In ciò che vi scrivo – lo dico davanti a Dio – non mentisco.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo
Alleluia, alleluia.
Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene. (Gv 21,17d)
Alleluia.
VANGELO Gv 21,15-19
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gloria a te, o Signore.
Dopo che si fu manifestato risorto ai suoi discepoli,] quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio.
E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.
La professione di fede
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito, Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato: della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. (si china il capo) Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo; e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi, sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture; è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti: e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato: e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. E aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
L’abbraccio
nel martirio
e il primato
nella carità
La nostra preghiera di oggi
Siamo concittadini dei santi, familiari di Dio edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti. Per questo possiamo rivolgerci al Signore dicendo:
Signore della chiesa, mostra la tua gloria!
- Hai fatto di Simone, il pescatore di Galilea, un pescatore di uomini:
– manda nuovi apostoli ad annunciare al mondo il vangelo. - Hai fatto di Saulo, il tuo persecutore, l’apostolo delle genti:
– trasforma le sofferenze della chiesa in testimonianza efficace. - Hai pregato per Pietro affinché la sua fede non venisse meno:
– i cristiani siano confermati con vigore dai loro pastori. - Hai dato a Paolo il vanto di conoscere la sapienza della croce:
– rivela la tua grazia e la tua forza nella nostra debolezza. - Dopo la resurrezione hai radunato i discepoli attorno a Pietro:
– riunisci oggi i credenti in te in un’unica chiesa. - A Paolo che non ti aveva conosciuto sei apparso Risorto. Accogli Loris e tutti i nostri fratelli e sorelle defunti:
– rischiara i nostri cuori affinché ti confessiamo Vivente.
(Intenzioni personali formulate nel silenzio)
(Tutti): Signore Dio, noi celebriamo oggi il martirio dei tuoi apostoli: Pietro il fondamento della chiesa e Paolo il missionario tra le genti: concedi alla tua chiesa di camminare fedelmente sulle loro tracce e di accettare la sofferenza per la testimonianza di Gesù tuo Figlio vivente nei secoli dei secoli. Amen.
Canto all’offertorio
Santo
Agnello di Dio
Antifona alla comunione
Prima di ricevere il Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola. Diciamo insieme:
«Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». (Gv 21,15.17)
Comunione
Canto finale
Per la preghiera a casa
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: Il brano della moltiplicazione dei pani è presente in tutti e quattro i Vangeli. Segno, questo, della sua importanza per la testimonianza degli Apostoli. Si suggerisce di leggerlo nel Vangelo di Giovanni al capitolo, 6 seguito dal discorso di Gesù detto del “pane di vita”.
Le letture di Domenica prossima, tredicesima del tempo ordinario – anno C
1 Re 19,16b.19-21; Salmo 15 (16); Galati 5,1.13-18; Luca 9,51-62
Quel dono del «pane» per tutti e insieme
Mandali via, è sera ormai, e siamo in un luogo deserto. Gli apostoli si preoccupano per la folla, ne condividono la fame, ma non vedono soluzioni: «lascia che ciascuno vada a risolversi i suoi problemi, come può, dove può». Ma Gesù non ha mai mandato via nessuno. Anzi vuole fare di quel luogo deserto una casa calda di pane e di affetto. E condividendo la fame dell’uomo, condivide il volto del Padre: “alcuni uomini hanno così tanta fame, che per loro Dio non può avere che la forma di un pane” (Gandhi). E allora imprime un improvviso cambio di direzione al racconto, attraverso una richiesta illogica ai suoi: Date loro voi stessi da mangiare. Un verbo semplice, asciutto, concreto: date. Nel Vangelo il verbo amare si traduce sempre con un altro verbo, fattivo, di mani: dare (Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio (Gv 3,16), non c’è amore più grande che dare la vita per i propri amici (Gv 15,13).
Ma è una richiesta impossibile: non abbiamo che cinque pani e due pesci. Un pane per ogni mille persone e due pesciolini: è poco, quasi niente, non basta neppure per la nostra cena. Ma il Signore vuole che nei suoi discepoli metta radici il suo coraggio e il miracolo del dono. C’è pane sulla terra a sufficienza per la fame di tutti, ma non è sufficiente per l’avidità di pochi. Eppure chi dona non diventa mai povero. La vita vive di vita donata.
Fateli sedere a gruppi. Nessuno da solo, tutti dentro un cerchio, tutti dentro un legame; seduti, come si fa per una cena importante; fianco a fianco, come per una cena in famiglia: primo passo per entrare nel gioco divino del dono. Fuori, non c’è altro che una tavola d’erba, primo altare del vangelo, e il lago sullo sfondo con la sua abside azzurra. La sorpresa di quella sera è che poco pane condiviso tra tutti, che passa di mano in mano e ne rimane in ogni mano, diventa sufficiente, si moltiplica in pane in-finito. La sorpresa è vedere che la fine della fame non consiste nel mangiare da solo, a sazietà, il mio pane, ma nello spartire il poco che ho, e non importa cosa: due pesci, un bicchiere d’acqua fresca, olio e vino sulle ferite, un po’ di tempo e un po’ di cuore, una carezza amorevole.
Sento che questa è la grande parola del pane, che il nostro compito nella vita sa di pane: non andarcene da questa terra senza essere prima diventati pezzo di pane buono per la vita e la pace di qualcuno. Tutti mangiarono a sazietà. Quel “tutti” è importante. Sono bambini, donne, uomini. Sono santi e peccatori, sinceri o bugiardi, nessuno escluso, donne di Samaria con cinque mariti e altrettanti fallimenti, nessuno escluso. Prodigiosa moltiplicazione: non del pane ma del cuore.
padre Ermes Ronchi

