18ª Domenica T.O. 2026 Anno A – Domenica della Pace
Ricordati di mettere il cellulare in modalità silenziosa.
Canto
Atto penitenziale
Signore, che nutri il tuo popolo assetato e affamato della parola che dà vita, perdonaci quando ricorriamo ad altre fonti che, pur rivestite di religiosità, non hanno in sé la vita.
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Cristo, che rafforzi il tuo amore in noi nelle prove, perdonaci quando ci lasciamo vincere dal sentimento di abbandono e di separazione da te.
Cristo, accoglici nella tua misericordia!
Signore, che moltiplichi in modo smisurato ciò che di buono l’uomo pone con fiducia nelle tue mani, perdonaci quando pretendiamo di ritenerci gli unici operatori della salvezza dei fratelli.
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Gloria
Colletta
Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.
O Padre, che apri la tua mano e sazi ogni vivente, fa’ che nulla mai ci possa separare dal tuo amore, pane che nutre le profondità della vita e comunione con ogni creatura. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Introduzione alla Liturgia della Parola
Il brano evangelico di questa domenica apre una nuova sezione del Vangelo di Matteo, quella che potremmo chiamare il “libro della comunità” (dal capitolo 13 al 18), in cui Gesù prepara i suoi discepoli a vivere le relazioni fraterne secondo il Regno. Questa sezione si apre con un forte contrasto: da una parte il banchetto alla corte di Erode, dove l’abbondanza e il potere generano la morte di Giovanni Battista; dall’altra il banchetto nel deserto, dove Gesù, mosso da compassione, moltiplica i pani e sfama una folla affamata. È il banchetto della vita, che prefigura l’Eucaristia che stiamo celebrando: anche qui, come allora, portiamo il nostro poco – il nostro pane, la nostra fatica, la nostra vita – e Gesù lo prende, lo benedice, lo spezza e lo restituisce come dono di vita per tutti..
Prima Lettura Is 55,1-3
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide».
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 144 (145)
Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.
Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.
Seconda Lettura Rm 8,35.37-39
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romanihttps://www.madredellegrazie.it/wp-admin/post.php?post=6883523&action=edit#
Fratelli, chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
[Come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello.]
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo
Alleluia, alleluia.
Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. (Mt 4, 4b)
Alleluia, alleluia.
VANGELO Mt 14,13-21
Dal Vangelo secondo Matteo
Gloria a te, o Signore.
In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre. I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.
La professione di fede
Credo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, (si china il capo) e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Voi stessi
date loro
da mangiare
La nostra preghiera di oggi
Chiediamo insieme al Padre la sollecitudine verso i bisognosi dell’umanità ad immagine di quella di Cristo che con cinque pani e due pesci fece mangiare la folla.
Donaci un cuore nuovo, Signore.
- La tua chiesa senta compassione per le folle affamate e annunci loro Gesù Cristo,
– colui che solo può saziare la fame di senso e di verità. - I cristiani sappiano condividere i beni con i più poveri
– e le loro comunità siano realmente case e scuole di comunione. - I responsabili di governo perseguano la giustizia e il bene comune
– e si adoperino per un’equa distribuzione delle risorse del creato. - Ognuno di noi allontani da se la logica della paura, dell’intolleranza, del sospetto
– e la tua sapienza ci illumini per percorrere la via della pace. - La nostra assemblea riconosca nell’Eucaristia, parola e pane, il cibo di vita eterna
– e sappia trarre da essa il servizio e la comunione che fonda la vita ecclesiale. - Signore, accogli Anna Maria e tutte le nostre sorelle e i nostri fratelli defunti nella pace del tuo Regno senza fine:
– nulla ci potrà mai separare dal tuo amore.
(Intenzioni personali formulate nel silenzio)
(Il prete conclude accompagnato da tutti): Ti rendiamo grazie, o Dio, Padre nostro: tu ci doni il pane venuto dal cielo, Gesù Cristo, tuo Figlio, che solo può saziare la nostra fame. Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Canto all’offertorio
Prefazio
Noi ti rendiamo grazie, Padre santo,
per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.
Egli vide la folla stanca e affamata
e mosso da infinita compassione,
rivelò il tuo volto di Padre,
che non abbandona nessuno nel deserto della vita.
Quando i discepoli vedevano
soltanto la povertà delle loro risorse,
Gesù insegnò che nelle mani aperte
anche il poco diventa cibo per tutti.
Nel pane spezzato e distribuito senza misura
egli prefigurò il convito dell’Eucaristia
segno di un amore da cui nulla potrà separarci
e da cui nessuno è escluso.
Così la tua misericordia continua a traboccare
nelle mani di chi si fa strumento della tua generosità.
Per questo mistero di salvezza,
uniti all’assemblea celeste,
cantiamo con gioia l’inno della tua lode:
Santo
Scambio della Pace
Agnello di Dio
Antifona alla comunione
Prima di ricevere il Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola. Diciamo insieme:
Gesù prese i cinque pani e i due pesci, li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. (Mt 14, 19)
Comunione
Preghiera per la pace
Signore Gesù,
tu hai vinto la morte senza armi né violenza:
hai dissolto il suo potere
con la forza della pace.
Donaci la tua pace,
come alle donne incerte nel mattino di Pasqua,
come ai discepoli nascosti e spaventati.
Manda il tuo Spirito,
respiro che dà vita, che riconcilia,
che rende fratelli e sorelle
gli avversari e i nemici.
Ispiraci la fiducia di Maria, tua madre,
che col cuore straziato stava sotto la tua croce,
salda nella fede che saresti risorto.
La follia della guerra abbia termine
e la Terra sia curata e coltivata da chi ancora
sa generare, sa custodire, sa amare la vita.
Ascoltaci, Signore della vita!
(papa Leone XIV)
Canto finale
Per la preghiera a casa
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: il dono della manna (Esodo 16), il pane della parola e della sapienza (Siracide 15,1-10; Matteo 4,3-4); Gesù, pane di vita (Giovanni 6,32–7,1).
Letture di domenica prossima, XIX del tempo ordinario A:
Primo libro dei Re 19,9-13; Salmo 85; Lettera ai Romani 9,1-5; Matteo 14,22-33.
Riflessione sulle letture
Riflessione sulla parola
La comunione e l’alleanza sono sancite da un banchetto, segno di convivialità e di celebrazione della vita. La promessa di Dio dell’“alleanza eterna” (Is 55,3) è accostata all’invito a partecipare al banchetto che suggella il sacrificio di comunione che normalmente accompagna la stipulazione dell’alleanza (I lettura). Gesù dona cibo abbondante e sazia una folla numerosa condividendo il poco a disposizione (vangelo).
La gratuità del cibo, sottolineata nella prima lettura (“Comprate e mangiate senza denaro e senza spesa vino e latte”: Is 55,1) come nel vangelo, dove il banchetto imbandito da Gesù è frutto di condivisione e si oppone alla richiesta dei discepoli di congedare le folle perché possano andare a comprarsi da mangiare (cf. Mt 14,15), rientra nella dimensione escatologica che il banchetto riveste ed è espressione di un’istanza di giustizia e fratellanza da cui nessuno può restare escluso. Riprendendo le espressioni di Ap 21,4, che evocano la situazione della Gerusalemme celeste istituendo un confronto con la condizione storica e terrena e delineandola come situazione in cui non vi sarà più morte, né lutto, né lamento, né affanno, noi potremmo aggiungere anche: “non ci sarà più fame”. Ma sperare un mondo dove non esista più la piaga della fame e dove non si muoia più per fame, ha il prezzo dell’impegno quotidiano, qui e ora, per dar da mangiare agli affamati, per debellare le cause strutturali che riducono alla fame intere popolazioni.
Prima di aver a che fare con l’Eucaristia, i nostri testi hanno a che fare con l’umanissimo atto di mangiare. Mangiare è un’arte. “Gli animali si pascono; l’uomo mangia; solo l’uomo intelligente sa mangiare” (Anthelme Brillat-Savarin). Il testo di Isaia inizia con un invito: a mangiare si è chiamati. È il nostro corpo che ci chiama a mangiare. Ma poi, giacché gli uomini mangiano insieme, il banchetto è segnato da un invito che altri ci rivolgono. E mangiare significa anche attendersi e condividere (ciò a cui Paolo richiama i cristiani di Corinto: cf. 1Cor 11,21-22.33-34). Il cibo che sfama non è solo quello costituito da “grasse vivande e vini eccellenti” (Is 25,6), ma quello delle relazioni umane. Relazioni evocate negli imperativi di Is 55,2-3: “Ascoltatemi, porgete l’orecchio, venite a me”.
La pericope evangelica inizia con l’annotazione che Gesù parte su una barca e si ritira in disparte, in un luogo deserto, dopo aver appreso la notizia della morte di Giovanni Battista (cf. Mt 14,13). Gesù cerca la solitudine per prendere una distanza dall’evento dell’esecuzione del Battista e poter così leggere la propria responsabilità di fronte al vuoto lasciato da Giovanni. E gli eventi, ovvero le folle che lo seguono a piedi dalle città e si presentano a lui quando sbarca a riva, gli suggeriscono la risposta: egli “vide molta folla, provò compassione per loro e curò i loro malati” (Mt 14,14). Dalla sua sofferenza per la morte del Battista Gesù passa a vedere la sofferenza delle folle e soprattutto dei malati e degli infermi. E se ne prende cura. Entrato in contatto con la sua sofferenza, Gesù sa vedere la sofferenza delle folle e la sua compassione diviene cura, azione terapeutica. Diviene risposta umile e fattiva al male del mondo.
La sua assunzione di responsabilità nei confronti delle folle contrasta apertamente con l’atteggiamento dei discepoli che vorrebbero che Gesù licenziasse la gente per consentire loro di andare ad acquistarsi viveri (cf. Mt 14,15). Gesù dice: “Date loro voi stessi da mangiare” e il comando contesta la deresponsabilizzazione verso il bisognoso e suscita l’obiezione dei discepoli che vedono nella loro povertà l’impedimento ad assolverlo (Mt 14,17: “Non abbiamo che cinque pani e due pesci”). Questa la reazione scandalizzata dei discepoli – e di noi con loro – in nome del buon senso, della razionalità e dell’efficienza. Nella risposta di Gesù (cf. Mt 14,18) la povertà non solo non è un impedimento, ma è la condizione che manifesta la potenza della condivisione e dell’azione di Dio. La povertà della chiesa è la condizione della sua efficacia evangelica: essa svela la sua fede che consente alla potenza di Dio di agire.
Luciano Manicardi
EVENTI IN PROGRAMMA
Avvisi della settimana
Settimana dal 25 ottobre al 1° novembre
ORARIO DELLE MESSE. Festivo: 8:00 – 10:30 – 19:00 seguita da una cena comunitaria. Feriale: 9:00. Sabato: 9:00 in cappellina e 18:00 in chiesa.
CRESIME IN CATTEDRALE. Questa domenica alle 16 in cattedrale 18 ragazzi della nostra parrocchia completano il percorso di iniziazione cristiana ricevendo il sacramento della Cresima in una celebrazione presieduta dal Vescovo Gherardo. VANGELO INTORNO A UN TAVOLO. Martedì 27 alle 21 in stanza 2 si terrà l’incontro di lettura del Vangelo di Matteo che ci accompagna in quest’anno liturgico. DOMENICA DELLA PACE. Domenica prossima 1° novembre daremo continuità all’impegno preso con altre parrocchie e amici di sensibilizzare e pregare per la pace durante le celebrazioni eucaristiche. Alle 9:30 è inoltre previsto un momento di sensibilizzazione con un cerchio di persone in piazza davanti alla Chiesa insieme alla Comunità dell’Isolotto, a varie altre associazioni e singoli impegnati per la pace. BATTESIMI COMUNITARI. Domenica prossima 1° novembre (Solennità di Tutti i Santi) 3 bambini riceveranno il Battesimo durante la Messa delle 10:30.SOSTIENI LA PARROCCHIA
CHI PUÒ E VUOLE AIUTARE ECONOMICAMENTE LA PARROCCHIA può farlo anche attraverso bonifici sul nostro conto corrente, donazioni sul nostro conto PayPal o attraverso l’app Satispay. Le indicazioni sono sul nostro sito: www.madredellegrazie.it/sostieni-la-parrocchia. 5 X MILLE. La Parrocchia ha costituito il ramo ETS per gestire le sue attività sociali e comunitarie. Sostienile anche con l’8Xmille alla Chiesa cattolica e il 5Xmille alla parrocchia. Firma nella dichiarazione dei redditi e indica il Codice fiscale della parrocchia:94020310481
Le firme lo scorso anno sono state 65 per un contributo di 2.513,40. Grazie.


