Messa
25ª Domenica T.O. 2026 Anno A
Ricordati di mettere il cellulare in modalità silenziosa.
Canto
Atto penitenziale
Per tutte le volte che i nostri pensieri non sono i tuoi pensieri, per noi e per la chiesa:
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Per tutte le volte che non ti abbiamo cercato, ascoltato e amato nei fratelli, per noi e per la chiesa:
Cristo, accoglici nella tua misericordia!
Per tutte le volte che vogliamo insegnarti a fare dio, per tutte le volte che non accettiamo che tu sei amore misericordioso, per noi e per la chiesa:
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Gloria
Colletta
Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.
O Padre, le tue vie sovrastano le nostre vie quanto il cielo sovrasta la terra: concedi a noi la gioia semplice di essere operai della tua vigna senza contare meriti e fatiche, lieti solo di portare frutti buoni per la speranza del mondo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura Is 55,6-9
Dal libro del profeta Isaìa
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 144 (145)
Il Signore è vicino a chi lo invoca.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.
Il Signore è vicino a chi lo invoca.
Seconda Lettura Fil 1,20c-24.27a
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippèsi
Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno.
Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo.
[Persuaso di questo, so che rimarrò e continuerò a rimanere in mezzo a tutti voi per il progresso e la gioia della vostra fede, affinché il vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre più in Cristo Gesù, con il mio ritorno fra voi.]
Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo
Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore e accoglieremo le parole del Figlio tuo. (Cf. At 16,14b)
Alleluia, alleluia.
VANGELO Mt 20,1-16
Dal Vangelo secondo Matteo
Gloria a te, o Signore.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.
La professione di fede
Credo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, (si china il capo) e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Gli ultimi
saranno primi
e i primi, ultimi
La nostra preghiera di oggi
Fratelli e sorelle, preghiamo Dio nostro Padre affinché ci insegni le sue vie e metta nei nostri cuori i suoi pensieri.
Fa’ che comprendiamo le tue vie, Signore!
- Signore, tu chiami ogni persona a lavorare nella tua vigna:
– donaci un cuore che sappia ascoltare la tua parola e il coraggio di farci servi e testimoni del tuo Vangelo. - Signore, tu dai a ciascuno secondo il tuo amore:
– donaci la forza di dissolvere le nostre divisioni e invidie; fa’ che sappiamo trasmettere la gioia della comunione con te. - Signore, tu hai detto: «Gli ultimi saranno i primi, e i primi gli ultimi»:
– donaci di essere una Chiesa umile, purificata da ogni orgoglio e arroganza, che prediliga i poveri. - Signore, l’apostolo ci ha esortato a vivere in modo degno del Vangelo:
– donaci la sapienza per costruire un mondo dove la giustizia e la pace vincano le guerre e le sopraffazioni. - Signore, tu chiami tutti alla tua vigna fin dall’alba della vita:
– ti affidiamo i bambini che ricevono il Battesimo: fa’ che rinascano dall’acqua e dallo Spirito, crescano nella fede e siano testimoni della tua gioia. - Signore, tu che ci chiami a vivere in te, accogli Riccardo e tutte le nostre sorelle e i nostri fratelli defunti:
– dona a loro di contemplare il tuo volto e dona a noi la speranza della vita eterna.
(Intenzioni personali formulate nel silenzio)
(Il prete conclude accompagnato da tutti): Ti rendiamo grazie, o Dio, Padre nostro, per la tua immensa bontà: nel tuo Figlio Gesù Cristo ci doni i beni del regno, che vanno ben al di là di ciò a cui potremmo aspirare. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Canto all’offertorio
Prefazio
È bello renderti grazie Padre
perché in Gesù tuo Figlio
ci hai rivelato la misura sorprendente del tuo amore.
Tu non scegli le persone secondo i loro meriti,
non valuti la nostra vita con criteri di tempo e di denaro,
ma senza distinzioni chiami ogni essere umano
a lavorare nella tua vigna.
Tu non vuoi che nessuno rimanga ai margini,
senza dignità, senza speranza,
senza un posto nella vita.
Chiami anche all’ultima ora
quelli che nessuno aveva scelto,
e a ciascuno doni ciò di cui ha bisogno per vivere
e per sentirsi parte della tua casa.
Con la tua bontà ci liberi dalla logica
di una giustizia solo umana
che trasforma il dono ricevuto in un privilegio
e ci impedisce di gioire del bene dei fratelli.
Per questo, sorpresi dalle tue vie così diverse dalle nostre,
sentendoci vicini a tutti gli ultimi nel mondo
e in comunione con l’assemblea celeste
cantiamo la tua gloria:
Santo
Scambio della Pace
Agnello di Dio
Antifona alla comunione
Prima di ricevere il Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola. Diciamo insieme:
«Gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi», dice il Signore. (Mt 20,16)
Comunione
Canto finale
Per la preghiera a casa
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: Il Dio misericordioso (Esodo 33,12-34,8; Osea 11; Salmo 120; Luca 15,11-32).
Letture di domenica prossima, XXVI del tempo ordinario A
Ezechiele 18,25-28; Salmo 25; Lettera ai Filippesi 2,1-11; Matteo 21,28-32.
La bontà di Dio non ha confini e non conosce limiti
La parabola tratta dal capitolo 20 di Matteo continua a delineare quel rovesciamento di valori che una domenica dopo l’altra il vangelo di Matteo ci propone, provando a smuovere quei credenti che vivono assieme l’eucarestia domenicale. Un breve passo di Isaia, tratto dal capitolo 55 ben noto come lettura della Veglia pasquale, ci ricorda che le vie del Signore non sono le nostre vie e i suoi pensieri non sono i nostri pensieri. Che il modo di agire di Dio è cioè radicalmente diverso da quello che noi possiamo immaginarci di lui e che troppo spesso noi preti, ritenendoci suoi interpreti autorizzati, ci permettiamo di insegnare agli altri, lamentandoci poi che non vengono.
La parabola di oggi ci immerge nel mondo dei braccianti, un mondo spesso ingiusto, come lo è ancora oggi; il padrone della vigna chiama chi vuole a lavorare a giornata e molti restano disoccupati. Questa volta, però, ci troviamo di fronte a un padrone davvero singolare; si capisce subito dall’inizio della parabola (“il Regno dei cieli è simile a…”) che il padrone è Dio stesso. Egli non vuole che qualcuno resti senza lavoro e continua a chiamare operai, fino all’ultima ora prima del tramonto. “Perché ve ne state qui senza far niente?”.
In realtà i padroni del tempo chiamavano i braccianti più giovani e più affidabili, quelli magari già organizzati in piccoli gruppi di amici che si sostenevano l’un l’altro. I più deboli, i più vecchi, i meno protetti, i meno organizzati, nessuno li chiamava. E se questo avveniva, era un disastro. Privi della pur misera paga giornaliera non potevano comprare cibo per la loro famiglia, e morivano di fame. Questo il padrone della parabola (Dio) lo sa molto bene e non vuole che qualcuno resti senza lavoro e dunque vada incontro alla fame. Quel padrone è mosso dalla compassione. Ma non solo: il fatto che chiami qualcuno a lavorare meno degli altri è dovuto proprio a ciò che ancora oggi avviene: deboli, anziani, fragili: nessuno li vuole a lavorare. Quel padrone lo sa e li fa lavorare meno, qualcuno soltanto un’ora; ma fa in modo che lavorino tutti. Non li umilia con una elemosina, fa sentire tutti utili e non pretende più di quanto uno possa dare.
Ma la vera sorpresa della parabola è nella scena del pagamento; secondo l’uso del tempo, gli operai si pagano al termine della giornata lavorativa. Il padrone comincia dagli ultimi e da’ loro la stessa paga pattuita con i primi, un denaro (che è poi la giusta paga). Questo provoca l’immediata protesta dei primi, che si aspettavano di più e che mandano avanti il loro portavoce: abbiamo lavorato tutto il giorno, non è giusto che loro prendano quanto noi! Nella loro mentalità, il diritto, per quanto giusto, si è già trasformato in privilegio: se a questi ultimi tu dai la stessa paga che spetta a noi, a noi devi dare di più! Altrimenti la giustizia ne esce stravolta. Sei un padrone ingiusto!
Sulla protesta dei primi emerge la risposta del padrone, che mette in luce la vera posta in gioco. Il padrone sottolinea prima di tutto l’invidia: gli operai della prima ora per che cosa hanno lavorato? Solo per il denaro? E perché si lamentano, se hanno ricevuto tutto ciò che per giustizia era loro dovuto? Essi sono in realtà invidiosi di un beneficio gratuito che è stato fatto ai loro compagni e che essi ritengono non meritato. Sono così entrati con l’altro in un rapporto di competizione e dunque di invidia; l’invidia corrode e distrugge; impedisce loro di vedere il bene. Inoltre, dato che la parabola nasconde in realtà il rapporto dell’essere umano con Dio, quegli operai rappresentano tutti coloro che concepiscono il rapporto con Dio come una prestazione, dalla quale ottenere un qualche premio. Ho pregato, dunque Dio mi deve esaudire; sono stato buono, dunque Dio mi deve premiare. Un rapporto distorto e malato.
Nella sua risposta il padrone sottolinea ancora che egli, Dio, può fare delle sue cose ciò che vuole, perché è buono. La parabola dunque ci ricorda che la bontà di Dio non ha confini e non conosce limiti; Dio è buono anche con chi secondo noi è l’ultimo arrivato, con chi non se lo merita, almeno secondo i nostri schemi di pensiero. A tutti viene data una possibilità, senza umiliare nessuno. Viviamo in un mondo divorato dall’odio e dall’egoismo più esasperato; anche noi cristiani non ne siamo affatto esenti; probabilmente saremmo anche noi a litigare con il padrone insieme agli operai della prima ora. Ma a quelli che protestano il Signore ricorda come solo l’amore può rendere l’altro una persona e non come un oggetto del quale magari disfarsi.
Luca Mazzinghi
EVENTI IN PROGRAMMA
Avvisi della settimana
Settimana dal 25 ottobre al 1° novembre
ORARIO DELLE MESSE. Festivo: 8:00 – 10:30 – 19:00 seguita da una cena comunitaria. Feriale: 9:00. Sabato: 9:00 in cappellina e 18:00 in chiesa.
CRESIME IN CATTEDRALE. Questa domenica alle 16 in cattedrale 18 ragazzi della nostra parrocchia completano il percorso di iniziazione cristiana ricevendo il sacramento della Cresima in una celebrazione presieduta dal Vescovo Gherardo. VANGELO INTORNO A UN TAVOLO. Martedì 27 alle 21 in stanza 2 si terrà l’incontro di lettura del Vangelo di Matteo che ci accompagna in quest’anno liturgico. DOMENICA DELLA PACE. Domenica prossima 1° novembre daremo continuità all’impegno preso con altre parrocchie e amici di sensibilizzare e pregare per la pace durante le celebrazioni eucaristiche. Alle 9:30 è inoltre previsto un momento di sensibilizzazione con un cerchio di persone in piazza davanti alla Chiesa insieme alla Comunità dell’Isolotto, a varie altre associazioni e singoli impegnati per la pace. BATTESIMI COMUNITARI. Domenica prossima 1° novembre (Solennità di Tutti i Santi) 3 bambini riceveranno il Battesimo durante la Messa delle 10:30.SOSTIENI LA PARROCCHIA
CHI PUÒ E VUOLE AIUTARE ECONOMICAMENTE LA PARROCCHIA può farlo anche attraverso bonifici sul nostro conto corrente, donazioni sul nostro conto PayPal o attraverso l’app Satispay. Le indicazioni sono sul nostro sito: www.madredellegrazie.it/sostieni-la-parrocchia. 5 X MILLE. La Parrocchia ha costituito il ramo ETS per gestire le sue attività sociali e comunitarie. Sostienile anche con l’8Xmille alla Chiesa cattolica e il 5Xmille alla parrocchia. Firma nella dichiarazione dei redditi e indica il Codice fiscale della parrocchia:94020310481
Le firme lo scorso anno sono state 65 per un contributo di 2.513,40. Grazie.

