Messa
19ª Domenica T.O. 2026 Anno A
Ricordati di mettere il cellulare in modalità silenziosa.
Canto
Atto penitenziale
Signore, che incontri l’uomo con la delicatezza della brezza del vento, perdonaci quando affrontiamo i fratelli con durezza e violenza.
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Cristo, che preghi il Padre con noi e per noi, perdonaci quando fuggiamo dai momenti di silenzio e di compagnia con te.
Cristo, accoglici nella tua misericordia!
Signore, che tendi la mano a chi nella poca fede ti cerca per la salvezza, perdonaci quando, disperando della nostra fede, non ci rivolgiamo con semplicità e fiducia a te.
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Gloria
Gloria a Dio nell’alto dei cieli
e pace in terra agli uomini amati dal Signore.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa,
Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre,
tu che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo,
accogli la nostra supplica;
tu che siedi alla destra del Padre,
abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo,
tu solo il Signore,
tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo,
con lo Spirito Santo,
nella gloria di Dio Padre. Amen.
Colletta
Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.
O Dio, Signore del cielo e della terra, rafforza la nostra fede e donaci un cuore che ascolta, perché sappiamo riconoscere la tua parola nelle profondità dell’uomo, in ogni avvenimento della vita, nel gemito e nel giubilo del creato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Introduzione alla Liturgia della Parola
IIl brano di questa domenica è scomodo.
Gesù non invita i suoi discepoli ad andare avanti: li costringe. Li manda via, li priva della sua presenza, li getta nella notte, in mezzo al lago, in balia della tempesta. È Gesù stesso a metterli in crisi.
E quando poi arriva camminando sulle acque, loro non lo riconoscono: ne hanno paura, credono sia un fantasma. Hanno paura di Lui.
È il ritratto della nostra fede: una fede che Gesù stesso mette alla prova, che vacilla, che grida, che affonda. Ma è proprio lì, nel grido «Signore, salvami!», che la mano di Lui si tende e ci rialza.
Prima Lettura 1Re 19,9a.11-13a
Dal primo libro dei Re
In quei giorni, Elia, [essendo giunto al monte di Dio, l’Oreb], entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini:
[«Che cosa fai qui, Elia?». Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita». Gli disse:]
«Esci e fèrmati sul monte alla presenza del Signore».
Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 118 (119)
Mostraci, Signore, la tua misericordia.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.
Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.
Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.
Mostraci, Signore, la tua misericordia.
Seconda Lettura Rm 9,1-5
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua.
Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne.
Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo
Alleluia, alleluia.
Io spero, Signore. Spera l’anima mia, attendo la sua parola. (Sal 129,5)
Alleluia, alleluia.
VANGELO Mt 14,22-33
Dal Vangelo secondo Matteo
Gloria a te, o Signore.
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.
La professione di fede
Credo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, (si china il capo) e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Coraggio,
sono io,
non abbiate
paura!
La nostra preghiera di oggi
Preghiamo il Signore perché ci aiuti a scoprire la sua presenza e vicinanza negli avvenimenti della nostra vita quotidiana.
Vinci, Signore, le nostre paure.
- La tua Chiesa, Signore, non sempre riesce ad essere credibile, non sempre accetta il dialogo e il confronto:
– donaci il coraggio di scendere dalla barca delle nostre certezze per venire incontro a te. - La nostra preghiera troppo spesso si riduce a chiacchiere vuote o a pretese di aiuto:
– donaci occasioni di silenzio per poter ascoltare il soffio leggero della tua parola che suscita nel cuore la tua volontà. - La nostra fede, Signore, è spesse volte ricerca del miracolo e dell’incredibile:
– donaci di essere più maturi nella fede, rendici capaci di rischiare la vita secondo la logica del Vangelo che non ricerca le cose meravigliose, ma rende ogni cosa meravigliosa. - La nostra comunione, Signore, è fragile, affoga facilmente nel mare degli egoismi:
– donaci l’umiltà di chiedere sempre il tuo aiuto e di fidarci di te nell’ascolto della tua parola. - Il nostro cuore, Signore, si lascia a volte vincere dalla tristezza, ma noi ti ricordiamo le nostre sorelle e i nostri fratelli defunti:
– donaci la speranza che vince le nostre paure.
(Intenzioni personali formulate nel silenzio)
(Il prete conclude accompagnato da tutti): Ti rendiamo grazie, o Dio, Padre nostro, per la Chiesa di Gesù Cristo: sballottata dalle onde di questo mondo, ma saldamente stretta alla croce, essa spera il porto della salvezza dove l’attende tuo Figlio, Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Canto all’offertorio
Prefazio
È bello renderti grazie, Padre,
Dio fedele e misericordioso.
Tu non abbandoni mai il tuo popolo
nel tempo della prova.
Quando nella notte della vita,
il vento è contrario e le onde
sembrano travolgere ogni speranza,
tu continui a guidare la tua chiesa
con la presenza del tuo Figlio.
Egli, come ai suoi discepoli,
viene incontro a ognuno di noi
nelle tempeste della vita,
camminando sulle acque
del caos e del male.
Tu Padre, ti rivelasti a Elia,
nella voce di un sottile silenzio;
così il tuo Figlio tende la mano
al discepolo che affonda,
rivelando il tuo volto di Padre,
che non domina con la forza,
che salva con la sua vicinanza,
che sostiene con la sua misericordia
Per questo, uniti alla Chiesa pellegrina sulla terra
e a quella che già contempla il tuo volto,
innalziamo con gioia l’inno della tua lode:
Santo
Santo, santo, santo il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell’alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli.
Scambio della Pace
Agnello di Dio
10 AGNELLO DI DIO
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, Abbi pietà di noi!
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, Abbi pietà di noi!
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, Dona a noi la pace, Dona a noi la pace!
Antifona alla comunione
Prima di ricevere il Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola. Diciamo insieme:
I discepoli sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!». (Mt 14, 33)
Comunione
Canto finale
Per la preghiera a casa
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: La lentezza dei discepoli a credere (Matteo 6,25-34; Marco 9,14-29; Giovanni 6,60-71); la barca della chiesa (Matteo 8,23-27).
Letture di domenica prossima, XX del tempo ordinario A:
Isaia 56,1-7; Salmo 67; Lettera ai Romani 11,13-32; Matteo 15,21-28.
Il cammino di Pietro
Mettiamo l’accento sul vorticoso cammino di fede che fanno Pietro e compagni, in poche ore. Partiamo dal racconto della moltiplicazione dei pani. Pietro e compagni s’accorgono che si fa sera e che non hanno di che sfamare la gente, per cui consigliano a Gesù di congedare la folla per evitare di trovarsi nei guai. Poi, attraverso la moltiplicazione dei pani e dei pesci, la loro fede va alle stelle. L’entusiasmo del popolo crea un’atmosfera elettrizzante. Ma anche qui, nuovo colpo di scena: “Subito Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla”.
Pietro dice: “Non è possibile, proprio adesso che tutti sono pronti a seguirti, che tutti hanno capito che sei il Messia tanto atteso! Non ci posso credere! Perché vuoi congedare la folla? Perché ci mandi via?” I discepoli sono sconvolti e arrabbiati tanto che Gesù deve ordinare loro di partire. È una parola forte, che ci fa intuire la tensione che è venuto a crearsi.
Perché Gesù non congeda la folla insieme ai discepoli? Gesù deve ristabilire l’ordine. Non vuole assecondare le aspettative messianiche della gente, perché, grazie anche a Giovanni Battista, pensa già al “Servo Sofferente” come modello messianico. Perciò adesso, per poter calmare la folla deve prima calmare i discepoli, arrabbiandosi, e ordinando loro di andarsene. In fondo i discepoli fanno un po’ da cavia, perché la folla, vedendo questa scena, capisce che non è il caso d’insistere e si ritira in buon ordine, appena Gesù glielo chiede.
Dopo questi fatti finalmente Gesù può ritirarsi a pregare, a piangere per la morte del suo amico Giovanni battista. (Noi l’avevamo già dimenticato!)
Ma sulla barca, cosa succede? Pietro e compagni discutono. Il mare, si agita, la barca non va avanti. Insomma c’è maretta. Sarebbe interessante ricostruire le discussioni che si fanno in questa barca, ma baste che ripensiamo alle nostre, quando ci sentiamo traditi o delusi da qualcuno. “Gesù questo non ce lo doveva fare! Si è sbarazzato di noi nel momento del successo; lui si gode la gloria, e noi qui a remare come cretini, dovevamo imporci, sta sbagliando, ha bisogno di noi.”.
“La barca era agitata dalle onde, a causa del vento contrario”. Borbottano così per ore, e solo verso la fine di quella notte oscura, Gesù gli va incontro, camminando sul mare, spaventandoli: “È un fantasma” e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: “Coraggio, sono io, non abbiate paura”.
Cosa c’è dietro la richiesta di Pietro di camminare sull’acqua? Forse rivalità, forse il bisogno di vedere se Gesù tiene ancora a lui? Il bisogno di sentirsi confermato e amato? Certamente tante cose necessarie per poter ricominciare a dare fiducia a questo maestro così grande ma anche così imprevedibile e incomprensibile. E’ come se dicesse: “Se sei Tu, quello che mi ha chiamato, dimostrami che mi vuoi ancora con te, che mi vuoi bene sul serio?” E Gesù: “Si, viene”. Così Pietro s’avvia sull’acqua, contento di sentirsi confermato; ma superato questo momento importante per lui, Pietro torna in se e s’accorge che camminare sull’acqua non è poi una cosa del tutto normale; si spaventa, affonda e finalmente, grazie al confronto con la morte imminente, chiede aiuto.
A questo punto il rapporto diventa quello giusto: Gesù è il maestro e salvatore, Pietro, il discepolo bisognoso di salvezza.
Riepiloghiamo: siamo partiti con i discepoli che davano consigli a Gesù sul da farsi con la folla, e, dopo neanche 24 ore, i discepoli si prostrano davanti a Gesù riconoscendolo Figlio di Dio. Ci sono voluti segni grandi, sconvolgimenti interiori e, soprattutto, il confronto con la morte per arrivare a questo. Penso che sarà così anche per me.
Padre Paul Devreux
EVENTI IN PROGRAMMA
Avvisi della settimana
Settimana dal 9 al 16 agosto
ORARIO DELLE MESSE. Festivo: 8:00 – 10:30 – 19:00 seguita da una cena comunitaria. Feriale: 9:00. Sabato: 9:00 in cappellina e 18:00 in chiesa.
ORARIO ESTIVO. Da domenica 7 giugno è entrato in vigore l’orario estivo. Le Messe feriali sono passate alle 9 del mattino e la Messa della domenica sera è passata dalle 18 alle 19, seguita da una cena condivisa. SECONDA DOMENICA DEL MESE. Questo fine settimana si tiene la consueta raccolta per i lavori. Nel mese di luglio sono stati raccolti € 637,84. Grazie RACCOLTA DI GENERI ALIMENTARI. Il prossimo fine settimana alle Messe verrà fatta la raccolta in favore delle famiglie in stato di necessità. La Caritas questo mese ha chiesto in particolare LATTE, OLIO e PANNOLINI.SOSTIENI LA PARROCCHIA
CHI PUÒ E VUOLE AIUTARE ECONOMICAMENTE LA PARROCCHIA può farlo anche attraverso bonifici sul nostro conto corrente, donazioni sul nostro conto PayPal o attraverso l’app Satispay. Le indicazioni sono sul nostro sito: www.madredellegrazie.it/sostieni-la-parrocchia. 5 X MILLE. La Parrocchia ha costituito il ramo ETS per gestire le sue attività sociali e comunitarie. Sostienile anche con l’8Xmille alla Chiesa cattolica e il 5Xmille alla parrocchia. Firma nella dichiarazione dei redditi e indica il Codice fiscale della parrocchia:94020310481
Le firme lo scorso anno sono state 65 per un contributo di 2.513,40. Grazie.

