Messa
5ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Ricordati di mettere il cellulare in modalità “aereo” per non disturbare e non essere disturbato.
Canto
53 DALL’AURORA AL TRAMONTO
Rit. Dall’aurora io cerco Te,
fino al tramonto ti chiamo:
ha sete solo di Te
l’anima mia come terra deserta.
Non mi fermerò un solo istante,
sempre canterò la tua lode
perché sei il mio Dio,
il mio riparo: mi proteggerai
all’ombra delle tue ali.
Rit.
Non mi fermerò un solo istante,
io racconterò le tue opere
perché sei il mio Dio:
unico bene, nulla mai potrà
la notte contro di me.
Rit.
Atto penitenziale
Messia crocifisso, la tua croce ha illuminato ogni uomo, ma la nostra vita è tenebra:
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Messia risorto, la luce della tua resurrezione è brillata nella notte, ma noi viviamo nell’ombra della morte:
Cristo, accoglici nella tua misericordia!
Messia glorificato, la luce della tua gioia si è levata sul mondo, ma nulla in noi risplende davanti agli uomini:
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Gloria
Gloria a Dio nell’alto dei cieli
e pace in terra agli uomini amati dal Signore.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa,
Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre,
tu che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo,
accogli la nostra supplica;
tu che siedi alla destra del Padre,
abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo,
tu solo il Signore,
tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo,
con lo Spirito Santo,
nella gloria di Dio Padre. Amen.
Colletta
Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.
O Dio, che fai risplendere la tua gloria nelle opere di giustizia e di carità, dona alla tua Chiesa di essere luce del mondo e sale della terra, per testimoniare con la vita la potenza di Cristo crocifisso e risorto. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Introduzione alla Liturgia della parola
In questa domenica, la Parola di Dio ci invita a riflettere sul legame profondo tra la fede che professiamo e la vita che conduciamo.
Il Vangelo ci ricorda che le “opere buone” sono la concretizzazione necessaria della nostra fede: in esse riconosciamo l’autentica glorificazione di Dio e rendiamo visibile la sua presenza nel mondo.
La prima lettura ci spiega che tali opere costituiscono il vero “digiuno” che Dio desidera: non solo un gesto esteriore, ma una scelta di giustizia, di carità e di conversione del cuore.
In questa stessa linea si colloca l’esperienza dell’apostolo Paolo, che nella seconda lettura ci testimonia una parola non fondata su sapienza umana, ma sulla potenza dello Spirito.
Mettiamoci dunque in ascolto con cuore disponibile, perché queste letture possano illuminare il nostro cammino e ispirare le nostre scelte quotidiane.
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Prima Lettura Is 58,7-10
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«Non consiste forse [il digiuno che voglio]
nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio».
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 111 (112)
Il giusto risplende come luce.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria.
Il giusto risplende come luce.
Seconda Lettura 1 Cor 2,1-5
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo
Alleluia, alleluia.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore; chi segue me, avrà la luce della vita. (Gv 8,12)
Alleluia.
VANGELO Mt 5,13-16
Dal Vangelo secondo Matteo
Gloria a te, o Signore.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.
La professione di fede
Credo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, (si china il capo) e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Voi siete il sale
della terra e
la luce
del mondo.
La nostra preghiera di oggi
Fratelli e sorelle, dopo aver ascoltato con attenzione le parole di Gesù, preghiamo con fede il Signore nostro Dio:
Signore, manifesta in noi la potenza del tuo Spirito!
- Quando il nostro comportamento diviene insipido, privo della tua sapienza,
– rivelaci che solo il Vangelo può dare senso e sapore alla nostra vita. - Quando le nostre tenebre oscurano la tua luce,
– rinnova la nostra fede in Gesù Cristo, tua immagine e vera luce del mondo. - Quando trasformiamo in arroganza la fierezza di essere cristiani,
– metti in noi il sentire di Gesù Cristo, il Messia mite e umile di cuore. - Quando vogliamo dare gloria a noi stessi e non a te,
– converti i nostri cuori e insegnaci che la vera gloria è quella di chi ama. - Quando il ricordo di Romano e di tutte le nostre sorelle e i nostri fratelli defunti cede alla tristezza,
– rinnova in noi la speranza che tutti risorgeremo per la vita eterna.
(Intenzioni personali formulate nel silenzio)
(Il prete conclude accompagnato da tutti): Concedi, Signore che, fedeli al tuo amore, diventiamo capaci di accogliere i nostri fratelli con la stessa tua carità. Tu vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Canto all’offertorio
73 ECCO QUEL CHE ABBIAMO (BREVE)
Sulle strade, il vento
da lontano porterà
il profumo del frumento
che tutti avvolgerà.
E sarà l’amore
che il raccolto spartirà
e il miracolo del pane in terra
si ripeterà.
Ecco quel che abbiamo,
nulla ci appartiene ormai.
Ecco i frutti della terra
che Tu moltiplicherai.
Ecco queste mani,
puoi usarle, se lo vuoi,
per dividere nel mondo
il pane che Tu hai dato a noi.
Prefazio
Noi ti rendiamo grazie,
Padre santo, sorgente di luce e di vita.
Nel tuo Figlio Gesù
tu ci affidi una parola sorprendente:
ci chiami sale della terra e luce del mondo.
A creature fragili riconosci la capacità
di custodire ciò che è buono,
a non cedere a ciò che corrompe,
di dare sapore e speranza alla vita di ogni uomo.
Come il sale, ci chiedi di essere
una presenza umile e discreta,
capace di perdersi per servire;
come la luce, non di brillare per noi stessi,
ma di riflettere il dono da te ricevuto,
perché attraverso le nostre opere
sia glorificato il tuo nome di Padre.
Così tu rendi la tua Chiesa fedele al Vangelo,
perché, senza ostentazione e senza paura,
essa lasci trasparire nel mondo
la luce del tuo amore.
Per questo, uniti all’assemblea celeste,
innalziamo a te il canto della tua lode:
Santo
Santo, Santo,
Santo il Signore,
Dio dell’universo.
Santo, Santo.
I cieli e la terra
sono pieni della tua gloria.
Osanna nell’alto dei cieli.
Osanna nell’alto dei cieli.
Santo, Santo,
Santo il Signore,
Dio dell’universo.
Santo, Santo.
I cieli e la terra
sono pieni della tua gloria.
Benedetto colui che viene
nel nome del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli.
Osanna nell’alto dei cieli.
Santo, Santo, Santo.
Agnello di Dio
Canto allo scambio della pace
Antifona alla comunione
Prima di ricevere il Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola. Diciamo insieme:
Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli. (Mt 5,16)
Comunione
IL CANTO DELL’AMORE
Se dovrai attraversare il deserto
non temere io sarò con te
se dovrai camminare nel fuoco
la sua fiamma non ti brucerà
seguirai la mia luce nella notte
sentirai la mia forza nel cammino
io sono il tuo Dio, il Signore.
Sono io che ti ho fatto e plasmato
ti ho chiamato per nome
io da sempre ti ho conosciuto
e ti ho dato il mio amore
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
io sarò con te dovunque andrai.
Non pensare alle cose di ieri
cose nuove fioriscono già
aprirò nel deserto sentieri
darò acqua nell’aridità
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
io sarò con te dovunque andrai
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
io sarò con te dovunque andrai.
Io ti sarò accanto sarò con te
per tutto il tuo viaggio sarò con te
io ti sarò accanto sarò con te
per tutto il tuo viaggio sarò con te.
Canto finale
MADRE DELLA SPERANZA
Rit. Madre della speranza
veglia sul nostro cammino,
guida i nostri passi verso il Figlio tuo,
Maria!
Regina della pace,
proteggi il nostro mondo;
prega per questa umanità, Maria,
Madre della speranza,
Madre della speranza.
Docile serva del Padre
piena di Spirito Santo
umile Vergine madre del Figlio di Dio!
Tu sei la piena di grazia
scelta fra tutte le donne,
Madre i misericordia, porta del Cielo.
Noi che crediamo alla vita,
noi che crediamo all’amore,
sotto il tuo sguardo mettiamo il nostro domani.
Quando la strada è più dura,
quando più buia è la notte,
Stella del giorno, risplendi sul nostro sentiero.
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: il cristiano è chiamato a camminare nella luce e, respingendo il peccato, a vivere nella carità: 1 Gv 1,5-2,29; è chiamato a dare testimonianza con la sua vita: Rm 12; 1 Pt 3,8-17.
Letture di domenica prossima, VI del tempo ordinario, anno A
Siracide 15,16-21; Salmo 118; 1Corinti 2,6-10; Matteo 5,17-37
Riflessioni sulle letture
La luce come responsabilità dei credenti: così potrebbe essere intesa l’unità tra prima lettura e vangelo. Ovvero, la chiamata alla fede è chiamata a divenire luce, a essere luce. Ben sapendo che al credente la luce non appartiene e che lui può soltanto accoglierla e rifletterla. Sia Isaia che Matteo convergono nell’affermare che la luminosità del credente si manifesta concretamente in opere di giustizia e carità.
Se le opere di misericordia e giustizia (Isaia), le opere “belle” (kalà: Mt 5,16), sono compiute dai credenti nei confronti degli altri uomini, esse si radicano nel cuore del credente e suppongono un lavoro interiore. Lavoro che, secondo Is 58,9, significa il riconoscimento che l’attitudine a non lasciar spazio agli altri (oppressione), a giudicare e condannare (puntare il dito), a sparlare e calunniare (parlare empio), abita in noi e costituisce il buio che, una volta portato alla luce, può consentire la trasparenza e la limpidezza che rendono luminoso il credente. “Se toglierai di mezzo a te” (dal tuo cuore, non solo dai tuoi rapporti con gli altri) queste cose, ecco che la tua luce si manifesterà. C’è un lavoro di sgombero interiore, di dissodamento del profondo, c’è una ablatio necessaria per divenire capaci di amore e giustizia.
Colui che vede i bisogni e le sofferenze altrui e interviene per alleviarli, vedrà rimarginarsi le proprie ferite. Il curatore è anch’egli un ferito, una persona bisognosa di cura. La coscienza di essere noi stessi malati è essenziale per vedere le ferite altrui e potersene prendere cura con efficacia, così come per sperimentare su di sé effetti terapeutici positivi. L’umanità ferita è unica, in me e nell’altro.
Al “voi siete il sale della terra” (Mt 5,13) e “voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14), che riguardano la relazione dei cristiani e della chiesa ad extra, corrisponde, per i rapporti ad intra, cioè intra-ecclesiali, il “voi siete tutti fratelli” (Mt 23,8). Ovvero, ciò che la chiesa diffonde nel mondo è, semplicemente, ciò che essa è e vive al proprio interno: la sua luce è irradiazione di fraternità.
È importante sottolineare che le parole evangeliche sulla qualità dei discepoli sono poste in bocca a Gesù e da lui rivolte a loro. È Gesù che dice: “Voi siete la luce”, non sono i discepoli che dicono: “Noi siamo la luce”. Le parole di Gesù immettono il discepolo nel lavoro dell’ascolto e della fede in quanto vanno recepite e accolte. Solo questa condizione mantiene nell’umiltà il credente. Questo significa che l’essere luce e sale in rapporto agli uomini non è un dato acquisito di diritto, una volta per sempre, ma un evento che accade ogni qualvolta il credente ascolta la parola di Gesù e del Vangelo e la mette in pratica, in attitudine di servizio nei confronti degli uomini. Nessun integralismo o fondamentalismo può nascere da questa parola del Signore se la si mantiene e la si osserva come parola che viene da lui. Imporre la propria luce, la propria verità agli altri, sarebbe lo stravolgimento della vocazione che il Signore affida ai suoi. Del resto, essere luce non significa far scomparire la tenebra e le zone d’ombra: una luce abbagliante non illumina, ma produce cecità. Così, il contributo messianico che i credenti possono dare all’umanità, per quanto fondamentale, è limitato e parziale. Ogni sua declinazione in senso totalitario e assoluto è un tradimento della logica evangelica.
A conferma del carattere dinamico degli attributi “luce del mondo” e “sale della terra” applicati ai discepoli vi è il fatto che, nelle parole paradossali di Gesù, il sale può divenire insipido e la luce offuscarsi. Non solo non sono possessi garantiti, ma Gesù afferma che tali attributi possono essere perduti. Nulla è scontato nella vita di fede. Il rischio della de-vocazione è reale.
Una glossa bizantina al nostro testo evangelico recita: “Non dice: Voi siete luci, ma luce, essendo tutti insieme il corpo del Messia che è la luce del mondo”. La chiesa nel suo insieme è chiamata a essere luce: è la chiesa come comunione fraterna che risplende dell’amore di Cristo che illumina ogni uomo e che offre a ogni uomo la possibilità di entrare in quell’alleanza che è redenzione della solitudine.
Da «Eucarestia e Parola», Comunità di Bose
EVENTI IN PROGRAMMA
Avvisi della settimana
Settimana dall’8 al 15 febbraio
ORARIO DELLE MESSE. Festivo: 8:00 – 10:30 – 18:00. Feriale: 18:00. Sabato: 9:00 in cappellina e 18:00 in chiesa. Giovedì la Messa è anticipata alle 17:30 con Adorazione fino alle 19.
SECONDA DOMENICA DEL MESE. Questo fine settimana si tiene l’usuale raccolta per i lavori. Nel mese di gennaio sono stati raccolti € 1.200,57. Grazie. RACCOLTA DI GENERI ALIMENTARI. Il prossimo fine settimana alle Messe verrà fatta la raccolta in favore delle famiglie in stato di necessità. La Caritas questo mese ha chiesto in particolare LATTE, BISCOTTI, TONNO. BALLO DI SAN VALENTINO. Sabato 14 febbraio alle 20 in Fiaba serata danzante con “Stefano Band”. Info e prenotazione: 333 3646100. CORSO DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO. Informazioni e iscrizioni sul sito parrocchiale. RITIRO PASQUALE. Domenica 22 febbraio terremo insieme il ritiro in preparazione alla Pasqua dal titolo: “Insieme responsabili, oltre i confini, verso ciascuno”. Tieniti libero. MAPPATURA. La Diocesi ha chiesto a tutte le parrocchie di mappare le persone che svolgono un servizio nelle parrocchie. Un primo riassunto dei dati raccolti:- Numero di quanti svolgono un servizio in parrocchia: 271
- Rapporto maschi-femmine: ⅓ – ⅔
- Fasce di età: sotto i 30 anni: 27,3%; tra i 30 e i 70: 54,6%; sopra i 70 anni: 18,1%
- Età media: 49 anni
- Persone che svolgono un solo servizio: 118; più servizi: 153


