Messa
22ª Domenica T.O. 2026 Anno A
Ricordati di mettere il cellulare in modalità silenziosa.
Canto
Atto penitenziale
Signore tu vuoi sedurci per farci vivere nel tuo amore. Per la nostra non disponibilità a lasciarci sedurre:
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Cristo, tu vuoi che non ci conformiamo alla mentalità di questo secolo per poter discernere la tua volontà. Per l’egoismo e le paure che ci impediscono di abbandonare le nostre sicurezze:
Cristo, accoglici nella tua misericordia!
Signore tu vuoi che rinneghiamo noi stessi per prendere la nostra croce e seguirti. Per le volte che fuggiamo dalle nostre responsabilità, per come siamo bravi nel trovare compromessi:
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Gloria
Colletta
Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.
O Padre, che guardi con amore ai tuoi figli, ispiraci pensieri secondo il tuo cuore, perché non ci conformiamo alla mentalità di questo mondo, ma, seguendo le orme di Cristo, scegliamo sempre le vie che accrescono la vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura Ger 20,7-9
Dal libro del profeta Geremìa
Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto violenza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno;
ognuno si beffa di me.
Quando parlo, devo gridare,
devo urlare: «Violenza! Oppressione!».
Così la parola del Signore è diventata per me
causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.
Mi dicevo: «Non penserò più a lui,
non parlerò più nel suo nome!».
Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
trattenuto nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 62 (63)
Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene.
Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
Seconda Lettura Rm 12,1-2
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo illumini gli occhi del nostro cuore per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati. (Cf. Ef 1,17-18)
Alleluia, alleluia.
VANGELO Mt 16,21-27
Dal Vangelo secondo Matteo
Gloria a te, o Signore.
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.
La professione di fede
Credo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, (si china il capo) e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Se qualcuno
vuole venire
dietro a me
prenda
la sua croce
e mi segua
La nostra preghiera di oggi
Abbiamo sete di te, o Padre, la nostra anima anela a vedere il tuo volto. Ascolta le nostre preghiere e rendici come tu ci vuoi, perché la tua grazia vale più della vita.
Rinnova il nostro cuore, Signore!
- Donaci di comprendere il mistero della chiesa: nonostante i suoi peccati sia amata da noi come madre;
– per tutti gli uomini sia sacramento di salvezza. - Rinnova carità e discernimento in coloro che sono chiamati a presiedere nella chiesa:
– ci aiutino ad accogliere la tua parola e siano i servi della comunione fraterna. - Rivela il tuo amore a tutti gli uomini: coloro che guidano le sorti dei popoli e delle nazioni non lascino inascoltato il grido dei poveri e dei sofferenti, riconoscano le vie della giustizia e della pace;
– converti il cuore di chi si ostina a usare la forza e la violenza per ottenere i propri interessi. - Scompaia la durezza del nostro cuore, si dilegui ogni angoscia che ci minaccia; si accresca in noi l’umiltà del tuo cuore e la capacità di seguirti sulla via della croce;
– abiti in noi la pace che viene da te solo. - Benedici il cammino dei nostri adolescenti che questa domenica iniziano il camposcuola, e dona ai loro animatori sapienza e pazienza; sostieni quanti, tra i fornelli e nel servizio nascosto, preparano con amore il cibo e l’accoglienza:
– fa’ che sia per loro tempo di scoperta, amicizia e ascolto della tua voce. - Per il tuo Figlio che sulla croce ha invocato il perdono accogli Leandro, Giovanna, Stefano e le nostre sorelle e i nostri fratelli defunti:
– rendici sempre segni di speranza del suo Regno di misericordia e di pace.
(Intenzioni personali formulate nel silenzio)
(Il prete conclude accompagnato da tutti): Ti rendiamo grazie, o Padre nostro, per il tuo Figlio Gesù: sottraendosi ai pensieri troppo umani dei suoi discepoli, ha affrontato la sofferenza e la morte, e dal suo amore noi riceviamo la vita. Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Canto all’offertorio
Prefazio
È con stupore che noi ti rendiamo grazie, Padre,
perché in Gesù ci hai mostrato
il tuo vero volto.
Egli, Messia fedele,
non ha scelto la via del potere e della forza,
ma quella dell’amore che si dona,
rimanendo fedele a te
fino al dono della propria vita.
Egli ha insegnato ai suoi discepoli
che perdere la propria vita per amore
è la sola via per ritrovarla,
e che prendere su di sé la propria croce
non è rassegnarsi alla sofferenza,
ma scegliere di amare fino alla fine.
Così, Padre, tu ci seduci ancora con la tua parola,
invitandoci a uscire dagli schemi di questo mondo
lasciandoci trasformare,
per discernere la tua volontà che salva.
Uniti a tutti coloro che in ogni tempo della storia
subiscono violenza e oppressione,
in comunione con coloro
che già contemplano la tua gloria
cantiamo l’inno della tua lode:
Santo
Scambio della Pace
Agnello di Dio
Antifona alla comunione
Prima di ricevere il Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola. Diciamo insieme:
Il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni. (Mt 16,27)
Comunione
Canto finale
Per la preghiera a casa
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: I pensieri di Dio sono diversi dai nostri (Isaia 56,6-9) e ci proiettano nell’avventura della sequela di Cristo (Matteo 19,16-30; Lettera ai Filippesi 3; 1ª lettera di Pietro 4,12-19).
Letture di domenica prossima, XXIII del tempo ordinario A:
Ezechiele 33, 7-9; Salmo 95; Lettera ai Romani 13,8-10; Matteo 18,15-20.
Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso
Geremia è il protagonista della prima lettura, tratta dal capitolo 20 del suo libro, un testo duro e appassionato, nel quale il profeta si confessa e si sfoga: scopriamo così la figura di un profeta scomodo, stanco di dover predicare una Parola troppo impegnativa, un messaggio duro in un contesto molto difficile, quello dell’arrivo dell’esercito dei babilonesi che stanno per distruggere Gerusalemme. Non farò più il profeta, dice Geremia; sono stanco di annunciare tempi di violenza e di guerra. Ma Geremia sa anche che la parola di Dio lo ha preso, lo ha sedotto. Il linguaggio diviene addirittura scandaloso: «Mi hai violentato»; Geremia si sente davanti a Dio come una donna stuprata da un uomo particolarmente crudele. È come un fuoco dentro di me, dice Geremia. Da un lato il profeta vorrebbe sottrarsi a una parola divina davvero scomoda, dall’altro questa Parola lo ha ormai conquistato, come un amato conquista e seduce la sua amata.
Si tratta di una Parola che, come scrive Paolo nei due versetti tratti dal capitolo 12 della lettera ai Romani e proposti come seconda lettura, ci invita a non «conformarci alla mentalità di questo secolo»; alla lettera: a non entrare nello schema di questo mondo. Una parola di Dio che ci spiazza e ci porta o che dovrebbe portarci a vivere in un modo diverso, a lasciarci trasformare, come scrive ancora Paolo; una Parola che ci cambia dal di dentro.
Pietro tutto questo non lo aveva davvero capito. Ripensiamo al vangelo che abbiamo ascoltato la scorsa domenica. Ancora preso dall’entusiasmo per le parole che Gesù gli aveva detto («Tu sei Pietro…») e per le promesse che gli aveva fatto («Su questa pietra edificherò la mia chiesa… »), Pietro non si rende conto di quel che Gesù sta dicendo subito dopo. Gesù invita adesso i suoi discepoli a seguirlo sulla via della croce; da questo punto in poi del vangelo Gesù inizia a dirigersi con decisione verso Gerusalemme, verso la sua passione e la sua morte in croce. Questo a Pietro proprio non va giù: che Gesù sia il Cristo, il Messia atteso da Israele, va benissimo; va molto meno bene che Gesù si presenti come un Messia sconfitto e sofferente; la croce, poi. .. , quella proprio no. Preso da parte Gesù, Pietro lo rimprovera: «Questo non ti accadrà mai!». I’idea che Pietro si è fatta di Gesù, probabilmente quella di un Messia glorioso, non gli permette di accogliere quella di un Gesù sconfitto, men che meno di un Gesù crocifisso.
La reazione di Gesù è particolarmente dura: «Và dietro a me, Satana», dice Gesù a Pietro. Proprio quel Pietro che poco fa era stato chiamato la «pietra» su cui Gesù diceva di voler fondare la sua chiesa, ora è divenuto «Satana», l’avversario, l’accusatore, invitato a stare «dietro» al suo Signore, al posto che compete al discepolo. Perché, dice ancora Gesù, tu non pensi come Dio, ma come gli uomini. Un rimprovero particolarmente significativo: che cosa vuol dire, infatti, non pensare come Dio ma come gli esseri umani? È difficile per tutti entrare nella logica di Dio. Non solo: si tratta per Pietro e per ogni discepolo di Gesù di rinnegare sé stessi, cioè di rinunciare a difendersi, di rinunciare ad affermare il proprio io e quindi di prendere la propria croce per seguire Gesù.
Pensiamo a quante volte abbiamo travisato queste parole, trasformando il cristianesimo nella religione della pazienza e del capo chino, una religione fatta per tenere buona la gente e blandire i potenti. Prendere la propria croce: ovvero sopportare con cristiana rassegnazione, appunto, ogni avversità. Prendere la croce è invece qualcosa di ben diverso; si tratta di entrare nella logica di Dio che è contraria alla logica del mondo, a quello «schema del mondo» di cui parla Paolo nella lettera ai Romani. Noi ragioniamo secondo la logica dell’avere, del possedere, del successo, del potere. Gesù ragiona invece con la logica del dono e della gratuità. Quella logica che lo porta a dare la vita, lo porta alla croce appunto. Non è la croce che ha reso grande Gesù – come se la sofferenza in sé potesse avere un qualche valore in quanto tale! – ma è l’amore con il quale Gesù ha vissuto la sua intera esistenza, sino alla croce, che dà valore anche alla croce stessa.
La logica del vangelo è quella secondo la quale salvare la propria vita significa perderla, mentre perderla significa salvarla, come ancora ricorda Gesù proprio in questo passo. Prendere la propria croce è così provare a uscire da quella idolatria di sé che spesso caratterizza gli uomini e le donne di oggi; papa Francesco ha parlato più volte di «narcisismo spirituale», indicando con questo termine quelli che guardano solo a sé stessi e non sono più in grado neppure di vedere i bisogni degli altri: la vita è bella solo se lo è per me e in questo «me stesso» mi ci specchio, come Narciso nel lago. Molti di noi, tutti troppo impegnati a realizzare sé stessi, perdono l’unica possibilità di salvezza che hanno: la relazione con gli altri, vissuta attraverso l’amore. Ed è proprio questa la logica della croce; una logica che già agli occhi scandalizzati di Pietro costituiva in realtà una follia perché è il contrario del cammino del successo, dell’autorealizzazione, dell’apparente e immediata felicità che il mondo sembra volerci dare. Ma ricordando le parole del Signore, se anche un uomo guadagnasse il mondo intero, inseguendo una tale logica, rischierebbe di perdere sé stesso.
Luca Mazzinghi
EVENTI IN PROGRAMMA
Avvisi della settimana
Settimana dal 25 ottobre al 1° novembre
ORARIO DELLE MESSE. Festivo: 8:00 – 10:30 – 19:00 seguita da una cena comunitaria. Feriale: 9:00. Sabato: 9:00 in cappellina e 18:00 in chiesa.
CRESIME IN CATTEDRALE. Questa domenica alle 16 in cattedrale 18 ragazzi della nostra parrocchia completano il percorso di iniziazione cristiana ricevendo il sacramento della Cresima in una celebrazione presieduta dal Vescovo Gherardo. VANGELO INTORNO A UN TAVOLO. Martedì 27 alle 21 in stanza 2 si terrà l’incontro di lettura del Vangelo di Matteo che ci accompagna in quest’anno liturgico. DOMENICA DELLA PACE. Domenica prossima 1° novembre daremo continuità all’impegno preso con altre parrocchie e amici di sensibilizzare e pregare per la pace durante le celebrazioni eucaristiche. Alle 9:30 è inoltre previsto un momento di sensibilizzazione con un cerchio di persone in piazza davanti alla Chiesa insieme alla Comunità dell’Isolotto, a varie altre associazioni e singoli impegnati per la pace. BATTESIMI COMUNITARI. Domenica prossima 1° novembre (Solennità di Tutti i Santi) 3 bambini riceveranno il Battesimo durante la Messa delle 10:30.SOSTIENI LA PARROCCHIA
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Le firme lo scorso anno sono state 65 per un contributo di 2.513,40. Grazie.

