Messa
4ª DOMENICA DI PASQUA
Ricordati di mettere il cellulare in modalità “aereo” per non disturbare e non essere disturbato.
Canto
Aspersione con l’acqua lustrale
Fratelli e sorelle carissimi, invochiamo la benedizione di Dio nostro Padre perché questo rito di aspersione ravvivi in noi la grazia del Battesimo, per mezzo del quale siamo stati immersi nella morte redentrice del Signore per risorgere con lui alla vita nuova.
Padre, gloria a te, che dall’Agnello immolato sulla croce fai scaturire le sorgenti dell’acqua viva.
Gloria a te, o Signore.
Cristo, gloria a te, che rinnovi la giovinezza della Chiesa nel lavacro dell’acqua con la parola della vita.
Gloria a te, o Signore.
Spirito, gloria a te, che dalle acque del Battesimo ci fai riemergere come primizia della nuova umanità.
Gloria a te, o Signore.
Il prete prende l’aspersorio e asperge se stesso e i ministri, poi il clero e il popolo
Dio onnipotente ci purifichi dai peccati e per questa celebrazione dell’Eucaristia ci renda degni di partecipare alla mensa del suo regno nei secoli dei secoli. Amen.
Gloria
Colletta
Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.
O Dio, nostro Padre, che hai inviato il tuo Figlio, porta della nostra salvezza, infondi in noi la sapienza dello Spirito, perché sappiamo riconoscere la voce di Cristo, buon pastore, che ci dona la vita in abbondanza. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Introduzione alla Liturgia della Parola
Il Vangelo di oggi si colloca dentro un momento di forte confronto tra Gesù e i farisei, dopo la guarigione del cieco nato. Di fronte a chi ha rifiutato quel segno ed escluso l’uomo guarito, Gesù usa l’immagine del pastore per smascherare le false guide e rivelare la sua identità. Gesù è la porta che introduce alla vita e il pastore che conosce e guida le sue pecore. A chi ascolta la sua voce è promessa una vita piena, una promessa che troverà compimento nel brano successivo, la risurrezione di Lazzaro.
Prima Lettura At 2,14a.36-41
Dagli Atti degli Apostoli
[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:
[1ª lettura di domenica scorsa]
«Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 22 (23)
Alleluia, alleluia, alleluia.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Seconda Lettura 1Pt 2,20b-25
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete
con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché
anche Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio,
perché ne seguiate le orme:
egli non commise peccato
e non si trovò inganno sulla sua bocca;
insultato, non rispondeva con insulti,
maltrattato, non minacciava vendetta,
ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
sul legno della croce, perché,
non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia;
dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore,
ma ora siete stati ricondotti al pastore
e custode delle vostre anime.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo 1Gv 2,5
Alleluia, alleluia
Io sono il buon pastore, dice il Signore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. (Gv 10,14)
Alleluia, alleluia
VANGELO Gv 10,1-10
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gloria a te, o Signore.
In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nomeciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».
[Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Sorse di nuovo dissenso tra i Giudei per queste parole. Molti di loro dicevano: «È indemoniato ed è fuori di sé; perché state ad ascoltarlo?». Altri dicevano: «Queste parole non sono di un indemoniato; può forse un demonio aprire gli occhi ai ciechi?».
Ricorreva allora a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola»
Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.]
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.
La professione di fede
Credete in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra? Credo.
Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre? Credo.
Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna? Credo.
Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha liberati dal peccato e ci ha fatti rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, ci custodisca con la sua grazia per la vita eterna, in Cristo Gesù, nostro Signore. Amen.
La nostra preghiera di oggi
Rivolgiamoci al Signore con la confidenza e la fiducia che solo una comunione di vita e di azione ci permette.
Gesù, buon pastore, guidaci!
- Per tutta la chiesa e per le nostre comunità:
– la nostra chiamata ad essere testimoni vivi del Vangelo ci porti all’incontro e alla condivisione con gli altri, soprattutto con i poveri. - Per coloro che sono chiamati a presiedere nelle comunità, vescovi, preti, diaconi:
– perché siano pastori sapienti che annunciano con franchezza la tua parola e guidano le comunità cristiane verso il tuo Regno. - Per coloro che sono chiamati a guidare le nazioni, le città, il quartiere:
– perché si spendano per la pace e la giustizia, dona loro sapienza affinché possano compiere le difficili scelte che questo tempo impone, nell’attenzione per il povero e nella ricerca del bene comune. - Per chi vive in missione, per le persone che spendono la vita per i più poveri e condividono con loro le condizioni più precarie:
– siano un segno vivo che annuncia profeticamente il Regno di Dio e sentano la nostra vicinanza nella preghiera e nella solidarietà. - Per quanti questa domenica ricevono il sacramento dell’Unzione degli infermi:
– sperimentino la tenerezza di Gesù che viene accanto a noi per consolarci e sostenerci nelle prove della vita. - Per Bruna e per i nostri fratelli e sorelle defunti:
– il Signore che è stato nostro pastore da quando esistiamo fino a oggi e che ci ha sempre liberati da ogni male li accolga nella pace del suo Regno.
(Intenzioni personali formulate nel silenzio)
(Il prete conclude accompagnato da tutti): Guidaci, Padre, per le vie della dedizione e della condivisione che tu, per primo, hai percorso ed avremo la gioia di essere una chiesa viva e testimone della resurrezione, in Cristo nostro Signore. Amen.
Canto all’offertorio
Prefazio
Riconoscenti per il dono del tuo amore,
eleviamo la nostra lode a te,
Padre santo, Dio misericordioso ed eterno,
per Cristo tuo Figlio,
Pastore buono e porta della vita.
Egli ci chiama ciascuno per nome:
la sua voce è parola che libera e non giudica,
è presenza che apre il cuore alla fiducia
e ridona respiro alla vita.
Egli ci conduce fuori dai recinti
delle nostre chiusure,
verso spazi di libertà e di luce,
e cammina davanti al suo gregge
che ascolta la sua voce e lo segue su sentieri di pace.
In lui, Padre, ti sei fatto soglia di salvezza:
porta sempre aperta,
che chiama ogni persona
a fare della propria vita un dono.
Per questo, uniti all’assemblea celeste,
cantiamo senza fine l’inno della tua gloria.
Santo
Scambio della Pace
Agnello di Dio
Antifona alla comunione
Prima di ricevere il Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola. Diciamo insieme:
Io sono il buon pastore e do la mia vita per le pecore. Alleluia. (Gv 10,14-15)
Comunione
Canto finale
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: il Signore, pastore del suo popolo (Salmi 22; 77; 79; Isaia 40,1-11); Gesù il pastore (Apocalisse 7,9-17; Matteo 25,31-46); le invettive contro i cattivi pastori (Geremia 23; Ezechiele 34,1-16; Zaccaria 11,4-17; Matteo 23; Luca 11,37-54).
Letture di domenica prossima, V del tempo di Pasqua
Atti 6,1-7; Salmo 33; Prima lettera di Pietro 2,4-9; Giovanni 14,1-12.
Dio, pastore di libertà e di futuro
Cristo, venuto dal Padre come intenzione di bene, pastore di vita abbondante, venuto perché ciascuno sia nella vita datore di vita, è indicato da Giovanni con le seguenti caratteristiche: conosce le sue pecore e chiama ciascuna per nome. Il Signore pronuncia il mio nome, pronuncia la mia verità, il mio tutto; egli «entra e conosce», è capace cioè di capire e accogliere le emozioni e i sentimenti. Sulla sua bocca il mio nome dice intimità, e mi avvolge come un abbraccio. Mi chiama con il nudo nome, senza evocare nessun ruolo, o autorità, o funzione, o attributo, nel riconoscimento della mia umanità profonda, della mia più pura umanità. Tanto più sarai vicino a Dio quanto più sprofonderai nel tuo essere uomo. Senza aggettivi.
E le conduce fuori: non è il Dio dei recinti, ma degli spazi aperti. È pastore di libertà, che non rinchiude per paura, ma ha fiducia in ciò che è fuori, fiducia negli uomini, nei suoi, nel mondo. Fiducia è la prima condizione perché vita ci sia.
Cammina davanti a esse. Non è un pastore di retroguardie, apre cammini e inventa strade, è davanti e non alle spalle. Non un pastore che pungola, incalza, rimprovera per farsi seguire, ma uno che precede: cammina attratto dal futuro e non dai rimpianti, seduce con il suo andare, affascina con il suo esempio. E le pecore ascoltano la sua voce. Lo riconoscono perché sono da lui riconosciute. Chi non ascolta, chi è sordo, rischia invece di restare nei vecchi recinti, nelle vecchie paure, in greggi anonimi, in strade che sono non-strade. La parola «assurdo» ha la stessa radice di «sordo». Entra nell’assurdo chi è sordo, chi non sa ascoltare. Esce dalla sordità e dall’assurdo chi ascolta la voce, che è prima ancora di ogni parola, che dice con la sua sola vibrazione una relazione amorosa tra lui e me, un combaciare più ampio della comprensione. Io sono la porta. Non un muro chiuso, non uno steccato che divide, Cristo è passaggio, apertura, pasqua, breccia di luce, luogo attraverso cui vita entra e vita esce.
Cosa significa varcare quella soglia, varcare Cristo? È cambiare rotta, indirizzare la prora del cuore verso le cose che lui amava: futuro, libertà, coraggio; dimenticarsi, dare tutto, con tutto il cuore; essere pastore di vita del mio piccolo gregge; essere soglia aperta, attraversata da molte vite.
padre Ermes Ronchi
EVENTI IN PROGRAMMA
Avvisi della settimana
Settimana dal 26 luglio al 2 agosto
ORARIO DELLE MESSE. Festivo: 8:00 – 10:30 – 19:00 seguita da una cena comunitaria. Feriale: 9:00. Sabato: 9:00 in cappellina e 18:00 in chiesa.
ORARIO ESTIVO. Da domenica 7 giugno è entrato in vigore l’orario estivo. Le Messe feriali sono passate alle 9 del mattino e la Messa della domenica sera è passata dalle 18 alle 19, seguita da una cena condivisa. DOMENICA DELLA PACE. Domenica prossima 2 agosto daremo continuità all’impegno preso con altre parrocchie e amici di sensibilizzare e pregare per la pace durante le celebrazioni eucaristiche. Alle 9:30 è inoltre previsto un momento di sensibilizzazione con un cerchio di persone in piazza davanti alla Chiesa insieme alla Comunità dell’Isolotto, a varie altre associazioni e singoli impegnati per la pace.SOSTIENI LA PARROCCHIA
CHI PUÒ E VUOLE AIUTARE ECONOMICAMENTE LA PARROCCHIA può farlo anche attraverso bonifici sul nostro conto corrente, donazioni sul nostro conto PayPal o attraverso l’app Satispay. Le indicazioni sono sul nostro sito: www.madredellegrazie.it/sostieni-la-parrocchia. 5 X MILLE. La Parrocchia ha costituito il ramo ETS per gestire le sue attività sociali e comunitarie. Sostienile anche con l’8Xmille alla Chiesa cattolica e il 5Xmille alla parrocchia. Firma nella dichiarazione dei redditi e indica il Codice fiscale della parrocchia:94020310481
Le firme lo scorso anno sono state 65 per un contributo di 2.513,40. Grazie.


