COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI 2025 – DOMENICA DELLA PACE
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Canto
Atto penitenziale
Signore, che dalla tua morte fai scaturire la vita, converti le nostre chiusure in dono d’amore.
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Cristo, che con la tua risurrezione doni la pace, converti i nostri conflitti in atti di riconciliazione.
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Signore, che con il dono dello Spirito effondi la tua consolazione, converti le nostre disperazioni in canti di speranza.
Signore, accoglici nella tua misericordia!
Gloria
Colletta
Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.
Nella tua bontà, o Padre, ascolta le preghiere che ti rivolgiamo, perché cresca la nostra fede nel Figlio tuo risorto dai morti e si rafforzi la speranza che i tuoi fedeli risorgeranno a vita nuova. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura Gb 19,1.23-27a
Dal libro di Giobbe
Rispondendo Giobbe prese a dire:
[…]
«Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
fossero impresse con stilo di ferro e con piombo,
per sempre s’incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro».
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 26 (27)
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.
Seconda Lettura Rm 5,5-11
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificàti nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo
Alleluia, alleluia.
Questa è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore. (Gv 6,40)
Alleluia.
VANGELO Gv 6,37-40
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gloria a te, o Signore.
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.
La professione di fede
Credo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, (si china il capo) e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Io lo risusciterò
nell’ultimo
giorno
La nostra preghiera di oggi
Fratelli e sorelle, preghiamo il Signore con fede e speranza; egli è il Dio dei viventi:
Noi ti preghiamo, Dio dei viventi.
- Padre degli uomini, tu chiami ciascuno per nome:
– accogli accanto a te quelli che noi ricordiamo e quelli di cui nessuno si ricorda. - Dio di gloria, tu vuoi che tutti gli uomini siano salvati:
– dona il tuo regno eterno a quelli che hanno messo in te la loro fiducia e a quelli che sono morti senza conoscerti. - Dio di compassione, tu perdoni tutte le colpe:
– mostrati pieno di misericordia verso quelli che hanno pianto i propri peccati e verso quelli che non sapevano ciò che facevano. - Dio di comunione, tu ci hai chiamati a vivere un’unica speranza:
– concedi ai nostri fratelli e sorelle defunti la tua pace e il tuo riposo nella vita senza fine. - Dio di santità, tu solo sei Santo:
– rivesti della tua santità i figli di Adamo che nascono e muoiono su questa terra di sofferenza e di speranza. - Dio dei credenti, tu hai voluto la Chiesa:
– ravviva la comunione dei santi tra l’assemblea festosa dei cieli e noi che ti confessiamo ancora sulla terra.
(Intenzioni personali formulate nel silenzio)
(Il prete conclude accompagnato da tutti): Dio di amore, il tuo unico Figlio nel mistero della Pasqua è passato da questo mondo alla gloria del tuo regno: concedi ai nostri fratelli e alle nostre sorelle, che non sono più tra di noi, di condividere la sua vittoria sulla morte e di essere sempre con te, o Padre, perché il tuo amore vale più della vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Canto all’offertorio
Prefazio
È fonte di consolazione e di speranza,
rendere grazie a te, Signore, Padre misericordioso,
per Cristo Signore nostro.
In lui risplende per noi la certezza
che la morte non è la fine, ma un passaggio;
poiché egli, condividendo la nostra fragile umanità,
ha vinto la potenza della morte
e ci ha aperto la via alla vita senza fine.
In lui, primogenito tra i risorti,
tutta la creazione cammina verso la tua luce;
e il tuo popolo, pellegrino sulla terra,
avanza nella speranza
di partecipare alla gloria del suo Signore,
dove ogni lacrima sarà asciugata
e ogni creatura troverà in te la sua pienezza.
Per questo dono di vita e di comunione,
uniti ai santi e a tutti coloro
che partecipano alla festa del tuo Regno
cantiamo senza fine
l’inno della tua gloria:
Santo
Agnello di Dio
Antifona alla comunione
Prima di ricevere il Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola. Diciamo insieme:
«Io sono la risurrezione e la vita», dice il Signore. «Chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno». (Gv 11,25-26)
Comunione
Canto finale
Per la preghiera a casa
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: Il Figlio dà la vita (Giovanni 5,19-29); la certezza della resurrezione e il timore della morte (2Cor 4,7-18); la speranza nel cuore della prova (Salmo 22; 41; 62; 119; 127; 145); un Dio dei vivi, non dei morti (Luca 20,27-38).
Letture di domenica prossima, DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE
Ezechiele 47, 1-2.8-9.12; Salmo 45; 1Corinti 3,9-11.16-17; Giovanni 2,13-22
Le porte della morte aprono alla vita
La liturgia non ha pianti, perché ciò di cui fa memoria non è la morte, ma la risurrezione. La liturgia non ha lacrime, se non asciugate dalla mano di Dio; essa infatti non pronuncia parole sulla fine ma sulla vita. «Se tu fossi stato qui mio fratello Lazzaro non sarebbe morto». Marta ha fede in Gesù, eppure si sbaglia. Così noi ripetiamo le sue parole e il suo errore: in questa malattia del mio familiare, dov’è Dio? Se Dio esiste, perché questa morte innocente? Se Tu sei qui, i miei cari non moriranno… Invece Dio è qui, sempre, ma non come esenzione dalla morte. Gesù non ha mai promesso che i suoi amici non sarebbero morti. Per lui il bene più grande non è una vita lunga, un infinito sopravvivere; l’essenziale non sta nel non morire, ma nel vivere già una vita risorta. L’eternità è già entrata in noi molto prima che accada, entra con la vita di fede (chiunque crede in Lui ha la vita eterna), entra con i gesti del quotidiano amore. Il Signore ci insegna ad avere più paura di una vita sbagliata che della morte. A temere di più una vita vuota e inutile che non l’ultima frontiera che passeremo aggrappandoci forte al cuore che non ci lascerà cadere.
Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Né angeli né demoni, né vita né morte, nulla ci potrà mai separare dall’amore (Rm 8,35-37). Questo mi basta. Se Dio è amore, mi vendicherà della mia morte. La sua vendetta è la risurrezione, un amore mai più separato.
Dio salva, questo è il suo nome. Salvare significa conservare. Per sua precisa volontà nulla andrà perduto, non un affetto, non un bicchiere d’acqua fresca, neanche il più piccolo filo d’erba.
Una preghiera per i defunti, forse la più bella, invoca: ammettili a godere la luce del tuo volto. I verbi della fede cedono ad un verbo umile e forte, inerme ed umanissimo: godere. La ragione cede alla gioia, la fede al godimento. L’eternità fiorisce nei verbi della gioia. Perché Dio non è risposta al nostro bisogno di spiegazioni, ma al nostro bisogno di felicità, lo è per i miei sensi, lo spirito, gli affetti e il cuore, per la totalità della mia persona.
La nostra esperienza sostiene che tutto va dalla vita verso la morte. La fede cristiana dichiara invece che l’esistenza dell’uomo va da morte a vita. Dal santuario di Dio che è la terra e dove nessun uomo può restare a vivere, le porte della morte conducono verso l’esterno. Ma su che cosa si aprono i battenti di questa porta? Non lo sai? Sulla vita!
Padre Ermes Ronchi
EVENTI IN PROGRAMMA
Avvisi della settimana
Settimana dal 26 luglio al 2 agosto
ORARIO DELLE MESSE. Festivo: 8:00 – 10:30 – 19:00 seguita da una cena comunitaria. Feriale: 9:00. Sabato: 9:00 in cappellina e 18:00 in chiesa.
ORARIO ESTIVO. Da domenica 7 giugno è entrato in vigore l’orario estivo. Le Messe feriali sono passate alle 9 del mattino e la Messa della domenica sera è passata dalle 18 alle 19, seguita da una cena condivisa. DOMENICA DELLA PACE. Domenica prossima 2 agosto daremo continuità all’impegno preso con altre parrocchie e amici di sensibilizzare e pregare per la pace durante le celebrazioni eucaristiche. Alle 9:30 è inoltre previsto un momento di sensibilizzazione con un cerchio di persone in piazza davanti alla Chiesa insieme alla Comunità dell’Isolotto, a varie altre associazioni e singoli impegnati per la pace.SOSTIENI LA PARROCCHIA
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Le firme lo scorso anno sono state 65 per un contributo di 2.513,40. Grazie.

