OTTAVA DI PASQUA – ANNO B

Ricordati di mettere il cellulare in modalità “aereo” per non disturbare e non essere disturbato.

 

Introduzione

Un noto proverbio africano cita che “ci vuole un intero villaggio per crescere un bimbo”. In qualche modo ciascuno di voi presenti è parte di questo villaggio e siamo felici di avervi qui oggi.

Questo non ci solleva come genitori dal cercare di essere la parte migliore di noi stessi, in primis nelle relazioni a casa, col buon esempio e nel provare a passare gli strumenti utili a vivere bene in questo mondo complicato. Ancora, nell’imparare quanto i nostri piccoli ci insegnano ogni giorno, in primis che le cose che contano sono poche e preziose.

Infine, se è vero che ci vuole un intero villaggio per crescere un bimbo, ci piace pensare che sia altrettanto vero che ci voglia un bimbo per crescere un villaggio. Qualcuno diceva che il futuro influenza il presente quanto lo fa il passato. E con uno sguardo al futuro, guardando queste meraviglie negli occhi, non possiamo che volerci impegnare ancora di più a costruire un presente di pace, di giustizia e di cura della nostra casa comune.

E dove non riusciamo, Signore aiutaci tu.

 

Canto

 

Riti di accoglienza

Che nome date al vostro bambino?

Agnese, Dennis, Matilde, Zoe.

Per i vostri bambini che cosa chiedete alla Chiesa di Dio?
Il Battesimo.

Cari genitori,
chiedendo il Battesimo per Agnese, Dennis, Matilde e Zoe,
voi vi impegnate a educarli nella fede,
perché, nell’osservanza dei comandamenti,
imparino ad amare Dio e il prossimo,
come Cristo ci ha insegnato.
Siete consapevoli di questa responsabilità?
Sì.

E voi, padrini e madrine,
siete disposti ad aiutare i genitori
in questo compito così importante?
Sì.

E tutti voi, cari fratelli e sorelle,
volete essere una comunità di fede e di amore
per essere testimoni di Cristo per Agnese, Dennis, Matilde e Zoe?
Sì.

Agnese, Dennis, Matilde e Zoe,
con grande gioia
la nostra comunità cristiana vi accoglie.
In suo nome io vi segno con il segno della croce.
E dopo di me anche voi, genitori e padrini,
farete sul vostro bambino il segno di Cristo Salvatore.

E, senza nulla dire, traccia sulla fronte di ogni bambino il segno di croce. Quindi invita i genitori, ed eventualmente i padrini, a ripetere il suo gesto.

 

Gloria

 

Colletta

Preghiamo.
Ciascuno formula in silenzio la propria intenzione di preghiera.

O Padre, che in questo giorno santo ci fai vivere la Pasqua del tuo Figlio, fa’ di noi un cuore solo e un’anima sola, perché lo riconosciamo presente in mezzo a noi e lo testimoniamo vivente nel mondo. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

LITURGIA DELLA PAROLA

 

Introduzione alla Liturgia della Parola

La prima lettura ci mostra come l’esperienza pasquale trasformi le relazioni tra i discepoli: dall’aspirazione a primeggiare si passa alla ricerca di una convivenza fraterna e solidale.

Nel linguaggio di Giovanni, “mondo” sono strutture e atteggiamenti di violenza e sopraffazione che si oppongono al progetto di Dio. Chi crede che Gesù è il Cristo è stato generato da Dio, e vince il mondo.

Nel Vangelo di Giovanni Gesù, dopo aver donato il suo spirito all’umanità sulla Croce, lo dona ai suoi discepoli la sera di Pasqua incaricandoli di farsi ministri del suo perdono.

 

Prima Lettura    At 4,32-35

Dagli Atti degli Apostoli
La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.
Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

 

Salmo responsoriale  dal Salmo 117 (118)

Alleluia, alleluia, alleluia. (cantato)

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!

 

Seconda Lettura    1Gv 5,1-6

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

 

Canto al vangelo        Gv 20,29

Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto.
Alleluia, alleuia.

VANGELO   Gv 20,19-31

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gloria a te, o Signore.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.

 

«Pace a voi!».
Detto questo,
mostrò loro
le mani
e il fianco.

 

La nostra preghiera di oggi

Preghiamo gli uni per gli altri, nella gioia della resurrezione:

  • O Cristo, con la tua resurrezione hai rallegrato i tuoi amici:
    – dona gioia a chi è solo, colma il vuoto di chi è isolato, da’ speranza a chi è disperato.
  • O Cristo, con la tua resurrezione hai annunciato la liberazione di tutti:
    – difendi il diritto di chi soffre l’oppressione, libera coloro che sono vittime del denaro e del profitto, dona giustizia sulla terra.
  • O Cristo, con la tua resurrezione hai distrutto la potenza del male:
    – vieni in aiuto a quelli che sono tentati, rialza quelli che sono caduti, dona a tutti la sicurezza del tuo perdono.
  • O Cristo, con la tua resurrezione hai consolato le donne:
    – sostieni le donne del mondo, quelle che sono in situazione di schiavitù, quelle che hanno subito violenze, quelle che non vedono riconosciuta la loro dignità.
  • O Cristo, con la tua resurrezione hai perdonato a Pietro e a Tommaso la poca fede in te:
    – riammettici fra i tuoi amici quando rinneghiamo la nostra fede, perdonaci quando non siamo fedeli alla tua parola.
  • O Cristo, con la tua resurrezione hai vinto la morte: ricordati dei nostri fratelli e sorelle defunti,
    – sostieni quelli che stanno per morire, consola quelli che soffrono a causa della malattia.

(Intenzioni personali formulate nel silenzio)

Santa Maria, Madre di Dio,
– prega per noi.

San Giovanni Battista,
– prega per noi.

San Giuseppe,
– prega per noi.

Santi Pietro e Paolo,
– pregate per noi.

Sant’Agnese
– prega per noi.

San Dennis
– prega per noi.

Santa Matilde
– prega per noi.

Santa Zoe
– prega per noi.

Santi tutti di Dio,
– pregate per noi.

ORAZIONE DI ESORCISMO E UNZIONE PREBATTESIMALE

Dio onnipotente, tu hai mandato il tuo unico Figlio per dare all’uomo, schiavo del peccato, la libertà dei tuoi figli; umilmente ti preghiamo per Agnese, Dennis, Matilde e Zoe, che fra le seduzioni del mondo dovranno lottare contro lo spirito del male: per la potenza della morte e risurrezione del tuo Figlio, liberali dal potere delle tenebre, rendili forti con la grazia di Cristo, e proteggili sempre nel cammino della vita. Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Vi ungo con l’olio, segno di salvezza: vi fortifichi con la sua potenza Cristo Salvatore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

Dopo questa formula, il sacerdote, in silenzio, fa l’unzione con l’olio dei catecumeni sul petto dei singoli battezzandi.

 

Liturgia Battesimale

Padre misericordioso, dal fonte del Battesimo hai fatto scaturire in noi la nuova vita di figli.
Gloria a te, o Signore!

Tu dall’acqua e dallo Spirito Santo fai di tutti i battezzati un solo popolo di Cristo.
Gloria a te, o Signore!

Tu infondi nei nostri cuori lo Spirito del tuo amore per darci la libertà e la pace.
Gloria a te, o Signore!

Tu chiami i battezzati perché annuncino con gioia il Vangelo di Cristo nel mondo intero.
Gloria a te, o Signore!

Per il mistero di quest’acqua santificata dal tuo Spirito, fa’ rinascere a vita nuova Agnese, Dennis, Matilde e Zoe, che tu chiami al Battesimo nella fede della Chiesa, perché abbiano la vita eterna. Per Cristo nostro Signore.
Amen.

RINUNCIA A SATANA  E PROFESSIONE DI FEDE

Cari genitori, padrini e madrine, Agnese, Dennis, Matilde e Zoe stanno per ricevere il Battesimo.
Nel suo amore Dio darà loro una vita nuova e rinasceranno dall’acqua e dallo Spirito Santo.
A voi il compito di educarli nella fede, perché la vita divina che ricevono in dono sia preservata dal peccato e cresca di giorno in giorno.
Se dunque, in forza della vostra fede, siete pronti ad assumervi questo impegno, memori delle promesse del vostro Battesimo, rinunciate al peccato, e fate la vostra professione di fede in Cristo Gesù: è la fede della Chiesa nella quale i vostri figli vengono battezzati.

Rinunciate al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio?
Rinuncio.

Rinunciate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato?
Rinuncio.

Rinunciate a satana, origine e causa di ogni peccato?
Rinuncio.

Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?
Credo.

Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?
Credo.

Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?
Credo.

Questa è la nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla, in Cristo Gesù nostro Signore.
Amen.

BATTESIMO

Volete dunque che (Agnese, Dennis, Matilde, Zoe) riceva il Battesimo nella fede della Chiesa che tutti insieme abbiamo professato?
Sì, lo vogliamo.

(Agnese, Dennis, Matilde, Zoe), io ti battezzo nel nome del Padre
e del Figlio
e dello Spirito Santo.

UNZIONE CON IL SACRO CRISMA

Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, vi ha liberato dal peccato e vi ha fatto rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, unendovi al suo popolo; egli stesso vi consacra con il crisma di salvezza, perché inseriti in Cristo, sacerdote, re e profeta, siate sempre membra del suo corpo per la vita eterna.
Amen.

CONSEGNA DELLA VESTE BIANCA E DEL CERO ACCESO

Agnese, Dennis, Matilde e Zoe siete diventati nuova creatura, e vi siete rivestiti di Cristo. Questa veste bianca sia segno della vostra nuova dignità: aiutati dalle parole e dall’esempio dei vostri cari, portatela senza macchia per la vita eterna.
Amen.

Ricevete la luce di Cristo.
A voi, genitori, e a voi, padrini e madrine, è affidato questo segno pasquale, fiamma che sempre dovete alimentare.
Abbiate cura che Agnese, Dennis, Matilde e Zoe, illuminati da Cristo, vivano sempre come figli della luce; e perseverando nella fede, vadano incontro al Signore che viene, con tutti i santi, nel regno dei cieli.

RITO DELL’« EFFETA »

Il Signore Gesù, che fece udire i sordi e parlare i muti, ti conceda di ascoltare presto la sua parola, e di professare la tua fede, a lode e gloria di Dio Padre.
Amen.

 

Canto all’offertorio

Santo

Agnello di Dio

 

Antifona alla comunione

Prima di accostarci al Pane Eucaristico, facciamo memoria del Pane della Parola:

Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco, e non essere incredulo, ma credente! Alleluia. (Gv 20,27)

 

Comunione

 

Canto finale

Per la preghiera a casa

Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia:  la fede nei padri dell’antico testamento (Eb 11); le testimonianze sulla fede degli apostoli e sulle loro difficoltà a credere (Mt 8,23-27; 14,22-23; Mc 16,9-14; Lc 17,5-6; Mc 9,14-29).

Letture di domenica prossima, III di Pasqua B:
Atti 3,13-19; Salmo 4; Prima lettera di Giovanni 2,1-5; Luca 24,35-48.

Quelle ferite di Gesù sono l’alfabeto dell’amore
I discepoli erano chiusi in casa per paura dei Giudei. La paura è la paralisi della vita. Ciò che apre il futuro e fa ripartire la vita sono invece gli incontri. Gesù lo sa bene.
I suoi sono scappati tutti, l’hanno abbandonato: che cosa di meno affidabile di quel gruppetto allo sbando? E tuttavia Gesù viene. 
È una comunità dove non si può stare bene, porte e finestre sbarrate, dove manca l’aria e si respira dolore. Una comunità chiusa, ripiegata su se stessa, che non si apre, che si sta ammalando. E tuttavia Gesù viene.
E non al di sopra, non a distanza, ma “viene e sta in mezzo a loro”. Non nell’io, non nel tu soltanto, lo Spirito abita nel cuore delle relazioni, è come il terzo tra i due, collante delle vite.
Viene e sta in mezzo. Lui, il maestro dei maestri, ci insegna a gestire l’imperfezione delle vite. Il suo metodo non consiste nel riproporre l’ideale perfetto, nel sottolineare la nostra distanza dal progetto, ma nell’avviare processi: a chi sente i morsi della paura, porta in dono la pace; a chi non crede, offre un’altra occasione: guarda tocca metti il dito; a chi non ha accolto il soffio del vento dello Spirito, lui spalanca orizzonti. 
Il suo metodo umanissimo, che conforta la vita, sta nell’iniziare percorsi, nell’indicare il primo passo, perché un primo passo è possibile sempre, per tutti, da qualsiasi situazione.
Il gruppo degli apostoli aveva tentato di coinvolgere Tommaso: abbiamo visto il Signore. Ma lui, che era il più libero di tutti, lui che aveva il coraggio di entrare e uscire da quella casa, non ci sta: io non mi accontento di parole. Se lui è vivo, come fate ad essere ancora qui rinchiusi, invece di uscire nel sole del mondo? Se lui è vivo, la nostra vita cambia!
Ed ecco Gesù che entra, sta in mezzo, e dice: Pace a voi. Non un augurio, non una promessa, è molto di più, una affermazione: la pace è con voi, è qui, è iniziata; non è merito, è dono.
Poi si rivolge a Tommaso: Metti qui il tuo dito. Gesù aveva educato Tommaso alla libertà interiore, a dissentire, l’aveva fatto coraggioso e grande in umanità. Per farlo ancora più grande, gli fa un piccolo rimprovero, ma dolcemente, come si fa con gli amici: non essere incredulo… Rispetta i suoi tempi, e invece di imporsi, si propone: Metti, guarda, tocca. 
La risurrezione non ha richiuso i fori dei chiodi, non ha rimarginato le labbra delle ferite. Perché la morte di croce non è un semplice incidente da superare: quelle ferite sono la gloria di Dio, il punto più alto dell’amore, la grande bellezza della storia. Su quel corpo l’amore ha scritto il suo racconto con l’alfabeto delle ferite, le uniche che non ingannano. Indelebili ormai come l’amore stesso.
Ermes Ronchi

PROSSIMAMENTE

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