Veglia di Natale 20
Ricordati di mettere il cellulare in modalità “aereo” per non disturbare e non essere disturbato.
Saluto
Durante questo Tempo di Avvento la nostra comunità ha camminato insieme, lasciandosi interrogare, in occasione del ritiro, dal tema “Insieme corresponsabili tra il già e il non ancora”. Abbiamo riflettuto insieme su cosa significa essere corresponsabili nel tempo delle nostre vite e in quello della comunità, cosa significa per il futuro personale e della Chiesa. I versetti del Qoelet ci hanno aiutato a riflettere sulla bellezza di quello che è preparato per noi e sull’importanza di “andare a tempo” con il prossimo.
Settimana dopo settimana siamo stati invitati a riconoscere il tempo giusto, a dare un nome alle dissonanze, che spesso ci fanno sentire fuori ritmo, e a trasformarle in attesa, affidamento, desiderio. Le foglie scritte, i pensieri condivisi, il presepe costruito lentamente sono stati segni concreti di questo cammino: un’attesa che non è passiva ma responsabile, abitata, condivisa.
Questa notte, nella Veglia di Natale, tutto questo trova compimento. L’attesa dell’Avvento incontra il tempo di Dio, che non accelera né ritarda, ma entra nel nostro tempo. In Gesù che nasce, Dio accoglie la nostra fragilità, i nostri ritmi spezzati, i nostri “non ancora”, e li fa germogliare di vita nuova.
Vegliamo allora come comunità in cammino. Lasciamoci raggiungere da questo Bambino che viene oggi, perché la sua nascita possa continuare a nascere nelle nostre vite, nel nostro tempo quotidiano, e renderci davvero corresponsabili di un futuro di speranza.
CANTO: Nasce l’amor
Fredda è la notte buio d’intorno
silente attesa sacro timor.
Brilla una stella, veglia la terra
s’apre la vita palpita un cuor.
Nasce Gesù nasce l’Amor
gli Angeli in ciel cantano in cor.
Nasce Gesù nasce l’Amor
gli Angeli in cielo cantano in cor
E se l’Amore regna fra noi
nei nostri cuori vive Gesù.
Splende la luce in Tutti è pace:
il Paradiso è in mezzo a noi.
Nato è Gesù nato è l’Amor
gli Angeli in cielo cantano in cor
Nato è Gesù nato è l’Amor
gli Angeli in cielo cantano in cor
IL TEMPO DELL’ATTESA
Ora vogliamo dare voce all’attesa che ha abitato il nostro Avvento. Le preghiere che verranno lette sono nate dal cammino personale e comunitario di queste settimane, condivise sui cartelloni a forma di albero che sono rimasti in chiesa per tutto il tempo di avvento.
L’attesa – Giorgio Gaber
[…]
No, non parlatemi
Bisognerebbe ritrovare
Le giuste solitudini
Stare in silenzio ad ascoltare
L’attesa è una suspense elementare
È un antico idioma che non sai decifrare
È un’irrequietezza misteriosa e anonima
È una curiosità dell’anima
E l’uomo in quelle ore
Guarda fisso il suo tempo
Un tempo immune da avventure
O da speciale sgomento
[…]
Perché da sempre l’attesa è il destino
Di chi osserva il mondo
Con la curiosa sensazione
Di aver toccato il fondo
Senza sapere
Se sarà il momento
Della sua fine
O di un neo rinascimento
Non disturbatemi
Sono attirato da un brusio
Che non riesco a penetrare
Non è ancora mio
Perché in fondo anche il mondo nascente
È un po’ artista
Predicatore e mercante
E pensatore e automobilista
Il nuovo qualunquista
Guarda anche lui il presente
Un po’ stupito
Di non aver capito niente
L’attesa è il risultato, il retroscena
Di questa nostra vita troppo piena
È un andar via di cose dove al loro posto
C’è rimasto il vuoto
Un senso quieto e religioso
In cui ti viene da pensare
E lo confesso c’ho pensato anch’io
Al gusto della morte o dell’oblio
No, non muovetevi
C’è un’aria stranamente tesa
E un gran bisogno di silenzio
Siamo tutti in attesa
Parola di Dio
Il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la Vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele”. (Isaia 7,14)
CANTO: Ogni mia parola
Come la pioggia e la neve scendono giù dal cielo
E non vi ritornano senza irrigare e far germogliare la terra
Così ogni mia parola non ritornerà a me
Senza operare quanto desidero
Senza aver compiuto ciò per cui l’avevo mandata
Ogni mia parola, ogni mia parola
IL TEMPO UMANO
O Dio, tu che hai del tempo per noi, donaci del tempo per te. Tu che tieni nelle tue mani ciò che è stato e ciò che sarà, fa che sappiamo raccogliere nelle nostre mani i momenti dispersi della nostra vita.
Canone: “ Questa Notte”
Questa notte non è più notte davanti a te
Il buio come luce risplende. (Taizè)
Il tempo umano è fatto di attese, scadenze, ansie e fugacità. Il tempo della vita umana può sembrare a volte oscuro o vuoto, scandito da preoccupazioni, dolore e solitudine. Il Natale ci invita a fermarci, a riconoscere la nostra “cecità” e ad accorgerci del dolore del mondo, liberando il cuore dal silenzio e gridando a Dio.
IL TEMPO DI DIO
Il tempo di Dio è l’eterno presente, che “irrompe” nel tempo con la Nascita. Dio non rimane chiuso nella sua dimensione eterna, ma entra nel nostro tempo, facendosi fragile per l’uomo, in un momento preciso della storia, a Betlemme. È il segno che Dio ci ama fino al punto di “donare il suo tempo” a noi. La nascita di Gesù è il momento in cui il tempo dell’attesa si compie.
CANTO: Ora è tempo di gioia
L’eco torna d’antiche valli,
la sua voce non porta più
ricordo di sommesse lacrime
di esili in terre lontane.
Ora è tempo di gioia
non ve ne accorgete?
Ecco faccio una cosa nuova,
nel deserto una strada aprirò.
Come l’onda che sulla sabbia
copre le orme e poi passa e va,
così nel tempo si cancellano
le ombre scure del lungo inverno.
Rit.
Fra i sentieri dei boschi il vento
con i rami ricomporrà
nuove armonie che trasformano
i lamenti in canti di festa.
Parola di Dio
In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta.
Venne un uomo mandato da Dio
e il suo nome era Giovanni.
[…]
Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali non da sangue,
né da volere di carne,
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità. (Gv 1,1-6;9-14)
SILENZIO
Ora fermiamoci. Entriamo nel tempo di Dio: nel silenzio accogliamo Gesù che viene, lasciando che la sua nascita trovi spazio dentro di noi e dia senso al nostro tempo.
CORRESPONSABILITÀ: Gesù che nasce nella mia vita
Il Natale ci dice che il tempo non è vuoto. Dio non aspetta che tutto sia perfetto: sceglie un momento semplice, fragile, umano.
Nel tempo che passa, Dio è presente. Ogni istante può diventare incontro, dono, rinascita. Il tempo dell’uomo è limitato, fragile, spesso impaziente. Il tempo di Dio è eterno, fedele, capace di attendere.
A Natale questi due tempi si incontrano:
Dio entra nel nostro tempo
senza forzarlo, senza dominarlo.
Gesù nasce quando tutto sembra ordinario,
per insegnarci che ogni istante può diventare salvezza
se vissuto con fiducia.
Il Natale non è solo un dono da ricevere,
è anche una responsabilità da accogliere.
Gesù nasce nella mia vita
perché io diventi parte della sua storia,
custode dell’amore, costruttore di bene.
Il Natale non è solo un dono da ricevere,
è anche una responsabilità da accogliere.
Gesù nasce nella mia vita
perché io diventi parte della sua storia,
custode dell’amore, costruttore di bene.
Il nostro presepe, che ha preso forma settimana dopo settimana, oggi si compie. Le foglie scritte con le nostre riflessioni, quelle parole nate dal desiderio di riconoscere le nostre dissonanze e di trovare il tempo giusto con Dio, vengono ora collocate nel cuore del nostro presepe.
Questo albero, simbolo di vita che cresce e di speranza che germoglia, accoglie ogni nostro passo, ogni nostro desiderio di corresponsabilità. Ogni foglia che aggiungiamo non è solo un pensiero, ma una piccola risposta all’invito di Dio a rendere il nostro tempo più vicino al Suo.
CANTO: Stella Polare
Ho bisogno di incontrarti nel mio cuore
Di trovare Te di stare insieme a Te.
Unico riferimento del mio andare,
Unica ragione Tu, unico sostegno Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.
Tutto ruota intorno a Te, in funzione di Te
E poi non importa il “come” il “dove” il “se”.
Anche il cielo gira intorno e non ha pace
Ma c’è un punto fermo è quella stella là.
La stella polare è fissa ed è la sola
La stella polare Tu, la stella sicura Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu. Rit.
Che Tu splenda sempre al centro del mio cuore
Il significato allora sarai Tu
Quello che farò sarà soltanto amore
Unico sostegno Tu, la stella polare Tu
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu. Rit.
Vivendo il processo sinodale abbiamo preso nuova coscienza che la salvezza da ricevere e da annunciare passa attraverso le relazioni. La si vive e la si testimonia insieme. La storia ci appare segnata tragicamente dalla guerra, dalla rivalità per il potere, da mille ingiustizie e sopraffazioni. Sappiamo però che lo Spirito ha posto nel cuore di ogni essere umano il desiderio di rapporti autentici e di legami veri. La stessa creazione parla di unità e di condivisione, di varietà e intreccio tra diverse forme di vita. Tutto viene dall’armonia e tende all’armonia, anche quando soffre la ferita devastante del male. Il significato ultimo della sinodalità è la testimonianza che la Chiesa è chiamata a dare di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, Armonia di amore che si effonde fuori di sé per donarsi al mondo. Camminando in stile sinodale, nell’intreccio delle nostre vocazioni, carismi e ministeri, e andando incontro a tutti per portare la gioia del Vangelo, possiamo vivere la comunione che salva: con Dio, con l’umanità intera e con tutta la creazione. In questo modo, grazie alla condivisione, inizieremo già adesso a sperimentare il banchetto di vita che Dio offre a tutti i popoli.
(Documento finale del sinodo sulla sinodalità, numero 154)
