Celebrazione domestica del Giorno del Signore – 15 Marzo 2020

Molte parrocchie in questo tempo di digiuno eucaristico si stanno attrezzando per trasmettere la messa domenicale in streaming.
Noi, con alcune altre parrocchie abbiamo fatto una scelta diversa: due piccoli sussidi per celebrazioni domestiche del Giorno del Signore. A un mezzo di comunicazione di fronte al quale non puoi che essere spettatore passivo, abbiamo preferito una modalità di celebrazione attiva, fondata sul sacerdozio comune di tutti i battezzati, dando un valore attuale all’espressione “Chiesa domestica”.
I sussidi possono essere scaricati o ritirati in chiesa. Al termine delle celebrazioni chiediamo anche un ritorno, un commento sul Vangelo che raccoglieremo insieme ad tutti gli altri per formare una grande riflessione condivisa. Buona Domenica.

I SUSSIDI, OLTRE CHE SCARICABILI, SONO DISPONIBILI IN CHIESA.

Per la preghiera in famiglia: 3 quaresima anno A 2020 Preghiera in Famiglia

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Per la preghiera dei bambini: 03 quaresima anno A 2020 Preghiera Bambini

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Le nostre Celebrazioni domenicali in famiglia hanno prodotto le riflessioni scaricabili qui in basso, che condividiamo come ulteriore ricchezza di questa esperienza di attiva celebrazione, fondata sul sacerdozio comune dei fedeli ricevuto col Battesimo.

Le nostre riflessioni – Condivisione sul Vangelo 3-domenica-di-Quaresima-le-nostre-riflessioni


Cari parrocchiani, invitiamo ognuno di voi a inviarci la propria riflessione, anche un semplice pensiero, entro le ore 14.00 della domenica. Raccoglieremo tutte le riflessioni e le condivideremo con voi entro le ore 18.00, così da celebrare anche a distanza la nostra comunione.

Potete inviare il Vostro contributo compilando direttamente la scheda sottostante.

Vi ringraziamo per la partecipazione!


Qui di seguito i sussidi per la celebrazione domenicale domestica preparati per voi:

4 Replies to “Celebrazione domestica del Giorno del Signore – 15 Marzo 2020”

  1. Caterina

    Vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato: tante volte accade così nel lavoro, nelle relazioni personali, nelle condizioni sociali e nemmeno ce ne accorgiamo. E, quando qualcuno raccoglie quel che abbiamo seminato noi, fatichiamo, invece, a gioire insieme a chi miete. Queste frasi mi hanno colpito e mi interrogano molto, soprattutto in un momento in cui, almeno apparentemente, non si può raccogliere niente, ma solo aspettare e pazientare.
    Grazie della vostra voglia di condividere!

  2. Famiglia Giannini

    Da un lato mancano i contatti, gli incontri, i sorrisi delle persone al di fuori della nostra famiglia, dall’altro ci siamo fermati per ascoltare noi nella stessa casa ed imparare a respirare insieme e bere la stessa acqua della vita… grazie Signore per questa riscoperta e proteggi quanti soffrono in questi giorni nella solitudine di questa e di altre malattie.
    Grazie don Luca per la tua vicinanza verso tutti!

  3. Ester Giamberini

    Il brano di oggi parlava di un incontro, di uno di quelli speciali, che ti cambiano la vita. Un incontro vero, intimo, profondo, che riempie di una speranza coinvolgente, che contagia chiunque ne venga in contatto.
    In questo momento in cui la sete di incontri brucia la gola, Dio ci prende per mano e ci fa contagiare, divenendo il telefono senza fili di incontri di speranza.

  4. Maria Corti

    Noi pensavamo di fare un sacrificio a lasciare i dolci, il vino o altri alimenti, ma il sacrificio richiesto è indossare le mascherine e i guanti.
    Noi pensavamo di fare un sacrificio aggiungendo preghiere a preghiere e svegliandoci presto, ma il sacrificio richiesto è rimanere senza Messa, chiusi in casa per preservare i più deboli, per amore dei nostri fratelli e sorelle che ogni giorno serviamo nell’RSA.
    Noi pensavamo di fare un sacrificio gradito lasciando la televisione qualche sera e invece è importante tenersi informati dai canali istituzionali senza farsi prendere dal panico.
    Noi pensavamo di fare un sacrificio, ma insieme ai nostri fratelli più deboli Tu Signore ci chiedi di fare ancora un po’ di più.
    Ci chiedi d’incontrarti al pozzo di Sicar in un mezzogiorno di vita che non ci attendevamo fosse il 2020.
    Ma è lì che vogliamo incontrati e abbandonare per sempre la nostra anfora, quell’anfora che ci faceva compagnia, quell’anfora che ci permetteva di dirti “Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo”. Come, se ne sapessimo più di te di profondità, di oscurità … di te… Signore del cielo e della terra che hai voluto per prima cosa la luce, di te che ti definirai luce proprio nel vangelo di Giovanni…
    Vogliamo anche noi abbandonare l’anfora delle nostre sicurezze e delle nostre paure che vanno sempre a braccetto perché più abbiamo paura più ci arrocchiamo a difendere le nostre sicurezze… fossero anche solo la schiavitù di portarsi ogni giorno sulla testa un’anfora sotto il sole di mezzogiorno.
    In questa strana quaresima ci viene chiesto d’imparare nuovamente a discernere
    l’essenziale…ciò che è invisibile agli occhi.
    A rivedere i nostri rapporti, a non scappare dalle fatiche del quotidiano convivere sempre con le stesse persone, che non hai scelto, ma che, come te, hanno scelto il Signore, e che Lui ha scelto per te come tua casa, tua stramba muli etnica famiglia.

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